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Al peggio non v'è mai fine. Qualora qualcuno si fosse illuso, ora non può che prendere atto di un disastro, di un vero e proprio fallimento. Inappellabile, incontrastabile, totale. La Juventus, questa Juventus, è davvero poca cosa. Esaltata, incensata, magnificata la scorsa estate, forte, fortissima nei piani e nei programmi, ambiziosa e felice, ora fatica in campionato, ha preso schiaffi in Champions League e ceffoni anche in Europa League. Inerme e umiliata. Di questi tempi l'eccezione sta nella vittoria, perché l'abitudine alla sconfitta è diventata qualcosa di preoccupante e disarmante. Il crack è assoluto. Crescono  rabbia e sconforto, si alza una timida contestazione. E' troppo tardi. I giochi ormai sono fatti. La Juve, questa Juve, è alla deriva, in balia delle correnti, alla mercé di chiunque incontri.

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"I am not from the bottle, I am a Special One". Chissà in quanti ieri sera avranno pensato a quelle parole. A quella considerazione ancora scolpita nella memoria dei ‘Blues'. Una dichiarazione che, di fatto, ha rivelato il Mourinho pensiero. Spocchia, presunzione, vanità. D'accordo. Ma anche preparazione, competenza, audacia e capacità. Mou ha mostrato a tutti di che pasta è fatto e, qualora ve ne fosse bisogno, c'è riuscito con acume, intelligenza e autorevolezza. L'Inter batte il Chelsea, vince a Stamford Bridge, gioca una partita perfetta e guadagna l'accesso ai quarti di Champions League. L'Inter mostra personalità, sfoggia maturità, tiene in scacco un'avversaria di caratura mondiale e festeggia un'impresa che in Europa mancava da tempo. L'Internazionale si scrolla di dosso la paura del passato, scaccia i fantasmi del presente, e torna grande, grandissima.

Continua a leggere "Chelsea - Inter 0-1: il capolavoro dello Special One" »

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Detto fatto. Dopo la caduta degli Dei interisti nell'anticipo di Catania, ecco l'ascesa dei diavoli milanisti nel posticipo del Meazza. Il campionato è riaperto. Inter prima, Milan secondo. Dopo il nulla, o quasi. Un solo punto divide le due squadre di Milano, una lunghezza soltanto, quando alla fine del torneo mancano ancora dieci giornate, e quando i punti a disposizione sono ancora trenta (30). Nel mentre, tra la gara di venerdì sera e quella di domenica sera, tanta roba: 39 gol segnati in una giornata che è risultata la più prolifica dell'intero campionato. La Roma non ne approfitta e rallenta in quel di Livorno al termine di una partita che termina sul 3-3. Risultato identico per la Juventus che, in casa contro il Siena, dilapida addirittura tre reti, tre, di vantaggio rischiando anche di perdere. Crolla il Palermo a Udine (3-2), pareggia la Samp a Bologna (1-1), torna al successo il Genoa (5-3), così come sabato aveva fatto la Fiorentina a Napoli, sprofondano la Lazio, affondata dal Bari (0-2), e l'Atalanta, sconfitta a Parma (1-0).

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Attenzione. 'Clamoroso al Cibali'. L'Inter cade al Massimino di Catania, non accadeva dal lontano 1966. La corazzata di José Mourinho (foto Reuters) viene annichilita dai siciliani che dominano nel gioco, con Maxi Lopez recuperano lo svantaggio precedentemente firmato da Diego Milito, mettono la freccia con Mascara (rigore a cucchiaio) e prendono il largo con Martinez. La ‘Beneamata'  è ancora prima, ma in caso di vittoria, il Milan può portarsi ad un punto, e la Roma a quattro lunghezze. Mancano dieci giornate al termine: trenta i punti a disposizione (trentatré per la concorrenza). Clamoroso al Cibali. La squadra di Sinisa Mihajlovic è sempre protagonista della partita. Primeggia per grinta, velocità, organizzazione, lucidità e  freschezza. La capolista perde soprattutto sul piano del gioco, superata da un avversaria organizzata alla perfezione. Dopo un primo tempo di marca locale, privo però di segnature, in avvio di ripresa il gol di Milito, su assist di Eto'o, illude tutti, non i padroni di casa che 20' più tardi pareggiano il conto con Maxi Lopez. Sette minuti dopo, il neo entrato Muntari, dapprima provoca la punizione dal limite per un'entrataccia su Martinez che gli costa anche il giallo, poi sulla susseguente punizione tocca con la mano e viene giustamente espulso determinando, peraltro, l'ovvio calcio di rigore. Dal dischetto Mascara imita Totti e il suo cucchiaio fa esplodere il Massimino. Come se non bastasse infine, al 45' Martinez, assoluto protagonista della serata, salta Lucio e cala il tris. Tanta roba questo Catania che in campionato aveva già battuto la Juventus, ma quella era tutt'altra storia. L'ex interista Mihajlovic a fine gara dirà: "Un po' mi dispiace per l'Inter che rimane sempre nel mio cuore. In ogni caso l'Inter vincerà lo scudetto e sono convinto che passerà il turno in Champions". Se lo dice lui...

Continua a leggere "'Clamoroso al Cibali': ora l'Inter rischia grosso" »

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Non è un trionfo e nemmeno un'impresa perché di fronte non c'erano il Manchester United o il Barcellona. Non è ancora la Juve, quella vera, perché all'appello mancavano giocatori come Buffon, Chiellini, Felipe Melo e Amauri. Hanno giocato a mezzo servizio Camoranesi, Sissoko e Iaquinta. Non ha brillato la stella Diego. E Del Piero è rimasto in panchina. In ogni caso, la Juventus di Alberto Zaccheroni ha vinto e convinto contro il Fulham di Roy Hodgson dimostrando che, in effetti, la sostanza rispetto a questa euro rivale è di ben altra consistenza. Anche senza la formazione tipo, anche senza i diamanti più luminosi e belli. Legrottaglie, Zebina e Trezeguet firmano un successo che vale più di mezza qualificazione ai quarti di Europa League. Nulla di straordinario per chi solo la scorsa estate puntava a vincere tutto e che, invece, a marzo deve fare i conti con un fallimento di sconfortante disillusione. Però va bene lo stesso. La crisi, la lunga e dolorosa malattia invernale, forse è alle spalle. Gli obiettivi nel mentre sono cambiati perché non sempre le cose vanno come si vorrebbe. Salvare il salvabile potrebbe comunque servire per capire e, di conseguenza, risalire. Vincere una Coppa dopo lo tsunami ‘Calciopoli' sarebbe comunque un inizio. Manca ancora molta strada: anzitutto il ritorno degli ottavi di finale a Londra, e poi avanti con altre avversarie e altre partite. Storie ancora tutte da scrivere. Ma una cosa è certa: questo trofeo è alla portata di Madama.

Continua a leggere "Juventus - Fulham: la sintesi video della partita" »

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