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Stipendi Serie A 2012-13: Mexes, Borriello e Amauri paperoni solo perchè belli?

Martedì 11 Settembre 2012, 09:45 in Colpo basso di

La Gazzetta dello Sport rende noto il dettaglio degli ingaggi delle 20 di Serie A. Spiccano alcune esagerazioni, ma anche rose troppo ampie, come quella del Bologna, che non fa le coppe e ha 33 giocatori. Burdisso e Ze Eduardo? Strapagati.

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Senza citare la fonte (e bisognerebbe sempre farlo) la Gazzetta dello Sport di oggi pubblica gli stipendi dei calciatori della nostra Serie A. Tante le considerazioni da fare, a cominciare dall'incredibile e sproporzionato allargamento delle rose - la Lazio ha 34 giocatori e il Bologna, che manco fa le coppe, 33 - fino all'immoralità di certe cifre.

Tra le tante, però, vogliamo scegliere questa: analizzando il tetto stipendi squadra per squadra, spicca una certa tendenza a dare più soldi ai cosiddetti "giocatori-gossip", elementi cioè più mediatici che effettivamente utili e preziosi. Spiegazione: visto il rendimento, ci sta che nella Roma i calciatori meglio retribuiti siano Totti e De Rossi, un po' meno che nel Milan ci siano il 30 enne Méxès (14 presenze nell'ultimo campionato e neanche uno scudetto in carriera) o l'infortunato cronico Pato.

Il giocatore più pagato del Genoa? Borriello. Quello del Bologna? Gilardino. Nel Parma tocca invece ad Amauri. Gente che vive di rendita per quanto fatto vedere tre-quattro stagioni fa e che fa parlare di sé più fuori dal campo che nel rettangolo di gioco. Lo stesso discorso potrebbe valere per Palombo, reduce dal flop nell'Inter e tornato alla Sampdoria a fari spenti, ma pur sempre il blucerchiato con l'ingaggio più alto.

Poi ci sono i clamorosi 2 milioni e mezzo all'anno al romanista Burdisso, non proprio un fine dicitore del pallone e neppure la controfigura (come forse lui vorrebbe) di Al Pacino. Oppure Ze Eduardo, meteora genoana (8 gettoni) e ora quarto giocatore nel tetto stipendi del Siena.

Non solo esagerazioni, insomma, ma tante sproporzioni e ingiustizie. In piena linea con quanto accade in una nazione, sempre meno potenza mondiale e sempre più Repubblica delle Banane.

Foto: Infophoto.

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