Un blog nel pallone
Il boemo prende posizione, come sempre, rischiando sulla propria pelle. In un ambiente sempre più lanciato verso il baratro, è l'unico a farlo. Ci piacerebbe vedere qualcun altro attaccare le nefandezze del calcio italiano...
Attaccare il sistema, ma dal di dentro. L'occasione è quella buona e le premesse sono quelle giuste. Il calcio italiano è lanciato verso il baratro, sia a livello organizzativo, che gestionale. In un ambiente chiuso e omertoso, di allineati o di gente come Farina, che fatica a trovare squadra dopo il rifiuto sdegnoso alle offerte di corruzione, ben vengano le picconate di Zeman.
Il boemo, stavolta, ha attaccato il presidente della Figc, Giancarlo Abete, definendolo il «nemico del calcio». Poche ore dopo è arrivata la rettifica all'Ansa, ma ormai il dado era tratto.
Nella maggior parte dei casi, i pochi che si permettono di criticare l'operato di Federazione, Lega e Società, ne stanno ben fuori. Non rischiano sulla propria pelle, mentre uno come Zeman, in passato, ha pagato a caro prezzo le sue dichiarazioni e accuse scomode. E' dovuto ripartire dall'estero, dalle serie minori, per poi tornare in Serie A a furor di popolo.
Per questo vorremmo leggere le sue interviste tutti i giorni: è tra i pochi, se non l'unico, che va controcorrente, che si schiera apertamente contro le nefandezze del nostro mondo pallonaro. Dall'incresciosa situazione degli stadi, fino alla vagonata di stipendi regalati. Dalle nuove assurde regole (in 23 in distinta per ogni gara o il famigerato "Albo degli Striscioni") all'eccessivo potere acquisito da procuratori e maneggioni.
Ce ne sarebbe per tutti i gusti, ma il popolo bue preferisce mettere la testa sotto la sabbia e leggere di improbabili operazioni di mercato, facendo finta di credere che vada tutto bene.
Per aprire un po' di più gli occhi, servirebbero cento, mille Zeman: c'è qualcuno che ha le "palle" per seguirlo in questo campo minato?
Foto: Infophoto.
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