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Cagliari-Roma rinviata. In Italia stadi vecchi e insicuri: facciamo pietà.

Davide Rota avatar Domenica 23 Settembre 2012, 09:35 in Serie A di Davide Rota

La gara, inizialmente prevista a porte chiuse, rimandata dalla Prefettura, per problemi di ordine pubblico. Juventus a parte, lo spettatore da stadio, nel nostro Paese, continua ad essere penalizzato. All'estero, invece...

La notizia ufficiale è arrivata di notte, in pieno stile da Repubblica delle Banane: Cagliari-Roma rinviata a data da destinarsi. La gara, in programma al nuovo stadio Is Arenas di Quartu, è stata sospesa dal Prefetto di Cagliari, dopo che alcuni giorni fa era invece stato chiesto di giocarla a porte chiuse.

La decisione, che ha del clamoroso, perchè fa seguito all'appello del presidente isolano Cellino, che aveva chiesto ai suoi tifosi di andare comunque allo stadio, dichiarato non agibile, mette ancora una volta in luce i mali cronici del nostro calcio.

Il presidente della Lega Calcio, Maurizio Beretta, interpellato sulla situazione degli stadi italiani, ha parlato di "drammaticità". Viene tuttavia da chiedersi cosa abbiano fatto le nostre istituzioni, negli ultimi anni, per dotare questo Paese di impianti sportivi adeguati.

Se si toglie la lodevole eccezione della Juventus, che si è concessa il lusso di costruirsi in proprio uno stadio moderno e funzionale e poche altre realtà di provincia, Governo, Coni, Federcalcio e la stessa Lega, non hanno mosso un dito per modernizzarsi e agevolare l'accesso del pubblico alle gare di serie A.

A Napoli, la prima gara del campionato in corso, è andata in scena su un campo che definire "di patate" è un eufemismo; Genova e Milano sono continuamente alle prese con problemi strutturali. Non parliamo poi di Verona, dove il terreno, in inverno, è tra i peggiori d'Italia. Si salvano Udine, Bologna, Firenze e Roma, anche se gli spettatori sono spesso costretti a vedere (?) la partita dotati di binocolo. Stesso discorso per Bari. L'Olimpico di Torino è troppo piccolo per gare di cartello, mentre all'estero fioriscono ogni anni nuovi stadi.

Dalla Spagna alla Germania, dall'Inghilterra alla Francia (che in vista dell'Europeo 2016 ha iniziato il processo di modernizzazione), fino a Portogallo e Olanda, stanno tutti meglio di noi. Lo spettatore entra, si siede in un posto comodo, dall'ottima visuale e usufruisce di servizi ottimali, da quelli igienici a bar, ristorante e negozi di merchandising.

Perso il treno dell'Europeo 2012, siamo rimasti fermi al palo, con stadi obsoleti, sporchi e pericolosi.

E all'orizzonte non si vedono spiragli...  

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