Un blog nel pallone
La Disciplinare usa il guanto di velluto ed evita sanzioni pesanti. Ma se le richieste del Pm erano così severe, perchè pene così contenute? E che dire del solito bombardamento mediatico riservato ai protagonisti?
Dieci mesi a Conte, otto ad Alessio e assolti gli altri, da Bonucci, a Pepe, fino a Di Vaio. Punito Portanova, che ha preso 6 mesi, mentre Lecce e Grosseto lasciano la B per far posto a Vicenza e Nocerina. Ed ancora: due punti di penalizzazione al Novara.
Questi i verdetti sportivi della Disciplinare, che ha deliberato le sentenze di primo grado relative al calcioscommesse.
Pene tutto sommato contenute, almeno per i singoli tesserati e ancora una volta, come insegna la storia del Totonero in Italia, la disgustosa sensazione che a pagare siano sempre i "pesci piccoli".
C'è un forte contrasto fra richieste e sentenze e questo non può non disorientare, una volta di più la pubblica opinione.
La domanda sorge spontanea: come fa ad essere assolto uno per il quale erano stati richiesti 3 anni e mezzo? E se uno dei principali pentiti di questa vicenda, l'ex barese Masiello, non viene ritenuto credibile, come si fa allora a dar credito a un simile millantatore, le cui dichiarazioni sono state strombazzate ai quattro venti dai giornali, favoriti da soffiate della stessa Procura.
Giustizia all'acqua di rose o sputtanamento lento? Un bel mistero. Intanto, dall'estero, arrivano notizie di altri scandali (vedi Norvegia) privi del bombardamento mediatico che ha invece caratterizzato la storiaccia italiana.
E del derby di Genova che va verso l'archiviazione, cosa vogliamo dire? Hanno negato tutti, non c'è lo straccio di una prova, ma i protagonisti, nel frattempo, sono stati infangati un giorno sì e l'altro pure. Anzi, Criscito ha perso un più che legittimo posto agli Europei.
Nessun giustizialismo a tutti i costi, ma la difficoltà a spiegare a uno straniero come e perchè vanno così le cose. L'ennesima riprova che questa è una Repubblica delle Banane e che in pochi fanno davvero qualcosa per migliorarla.
Foto: Infophoto.
Solita storia.viste le altre "assoluzioni juventine" se al parrucchino più famoso d'Italia hanno dato 10 mesi, è perché meritava 3 anni...solita vergogna juventina.
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alle 12:22
Giuseppe Macchia
Bravo Roberto Macchi.... Sei un Signore e Mezzo.........