Un blog nel pallone
Pagata a caro prezzo la presunzione della vigilia. Si respirava un clima di partita già vinta ancora prima di giocarla, in parte alimentato dai giornali. Da Cruyff in poi la storia è piena di figure barbine come questa. Ma non ha insegnato nulla...
La storia del calcio è piena di dichiarazioni baldanzose della vigilia e di lacrime da coccodrillo del dopogara. Tra quelli che presero una delle più sonore batoste, in questo senso, ricordiamo Johan Cruyff che, con il suo Barcellona - era il 1994 - perse 0-4 la finale di Coppa dei Campioni contro il Milan di Fabio Capello.
Evidentemente la storia insegna poco, perchè, andando a rileggerle adesso, ci sono tante, troppe uscite verbali degli azzurri che risultano quantomeno inopportune.
Stride, sulle colonne di Tuttosport (domenica 1 luglio) sentire Chiellini che dichiara: «Non sono marziani. Come si fa a saltare partite come queste?» o Giaccherini che incalza «Seguiremo i consigli di Buffon. Cosa ci ha detto? Ve lo diremo a Europei finiti».
La perla poi arriva da Andrea Pavan, a pagina 3 dello stesso quotidiano: «La verità è che gli spagnoli cominciano ad avvertire qualche inquietudine da fine ciclo e da panza piena... nel cortile di Prandelli nessuno vagabonda (più) per conto proprio... Vamos, Italia. Anzi ari-vamos, visto che siamo partiti da un pezzo, ormai. Mo' è arrivato pure Caronte, poi, sai che sballo una rinfrescata di gruppo nelle fontane di piazza».
E' pur vero che siamo un Paese senza memoria, dalla promessa facile, ma gli strumenti per andare a scavare nel passato anche remoto non mancano.
Quello che non va, è il clima. Prima della gara si respirava un'atmosfera di fiducia nel trionfo, quando di fronte avevamo una formazione stellare, non solo reduce dall'aver vinto Europei e Mondiali in successione, ma anche formata in gran parte da elementi di quel Barcellona che domina la scena planetaria da diversi anni.
E poi, ma chi ha tirato fuori la panzana di dover assegnare il Pallone d'Oro a Pirlo? Forse nemmeno lui avrebbe voluto tutta questa attenzione.
Iniesta, fresco di premio quale miglior giocatore di Euro 2012, si sarà fatto una bella risata.
Meglio il silenzio stampa degli azzurri di Bearzot nel 1982. Incazzati e offesi con il mondo, ma almeno prudenti e umili. Fino in fondo.
Foto: Infophoto.
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