Un blog nel pallone
All'indomani dei Mondiali 2010 in Sudafrica e del fallimento della nostra Nazionale, i tre "saggi" furono investiti di un ruolo in Federazione. A distanza di due anni qualcuno ha capito l'utilità di quella scelta?
«Gianni Rivera, Arrigo Sacchi e Roberto Baggio, un tris d'assi per rifondare la Federazione». Questo il titolo del quotidiano Tuttosport del 4 agosto 2010, all'indomani del clamoroso fallimento della nostra Nazionale ai Mondiali sudafricani.
La domanda è: a distanza di due anni, qualcuno ha capito il ruolo di questi tre in seno alla Figc? O meglio, qualcuno si è accorto di un benchè minimo cambiamento o movimento di crescita?
Rivera è il presidente del Settore Giovanile e Scolastico, polmone vitale del nostro calcio, quello da cui dovrebbero nascere i campioni di domani. Poche significanti novità, se non quella - che approviamo in toto - di togliere la figura dell'arbitro nei Pulcini e un'assenza rumorosa quando i dirigenti dei club minori cercano di contattarlo.
Per vederlo, il più delle volte, occorre sintonizzarsi su Ballando Sotto le Stelle, su Rai Uno...
Sacchi coordina gli allenatori della nazionali giovanili e dopo i vari Evani e Zoratto, sta piazzando Di Biagio alla guida dell'Under 21. Ai Giochi di Londra non ci siamo neppure qualificati (al nostro posto la Bielorussia, mica pizza e fichi...) ma anche più sotto non è che facciamo sfracelli. L'ultimo successo europeo è quello della Under 19 del 2003. Di quella squadra, formata da elementi del 1984, il solo Chiellini era presente in Polonia e Ucraina.
Poi c'è Baggio, presidente del settore tecnico per un anno, ancor prima di prendere il patentino da allenatore e subito dimessosi dal ruolo per divergenze con la Federazione.
Almeno lui ha capito prima degli altri due che era stato chiamato solo per il suo nome e per il suo passato...
Foto: Infophoto.
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