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Conferenze stampa come il Bagaglino: dall'applauso a Prandelli alle minacce di De Laurentiis

Sabato 7 Luglio 2012, 10:04 in Colpo basso di

I giornalisti che intervistano dovrebbero avere senso critico e competenza, ma il più bieco servilismo sta sempre più dilagando. Non si risponde alle provocazioni e si fanno domande del tipo «Complimenti mister»

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Dall'applauso (non si sa quanto spontaneo) a Prandelli dopo la "quasi manita" con la Spagna, a De Laurentiis che minaccia un intervistatore di «mettergli le mani addosso». In mezzo, i «complimenti mister» che si sprecano dopo ogni vittoria.

Tutto bello, tutto apprezzabile, ma qualcuno vada a "chi l'ha visto" a chiedere che fine hanno fatto le domande.

Già, perchè la categoria dei giornalisti sportivi, sempre di più bistrattata e in caduta libera, ha ormai trasformato le conferenze stampa di fine partita in show degni del Bagaglino.

La posizione del "reggi-moccolo", che sia della tv, di una radio, giornale o sito internet, è sempre più ricurva, il tono sempre più servile. Pochissimi cercano di capire, troppi provano a compatire. Mai nessuno che cerchi di indirizzare il dialogo verso temi tecnici, quasi tutti pronti ad accettare ogni amenità, come quando Devis Mangia, allenatore del Palermo, mangiò il panettone davanti a tutti e Zamparini, puntualmente lo mandò via appena prima di Natale.

Andando ancora più indietro c'è Vieri che incalza: «Sono più uomo io di tutti voi», per non parlare delle interviste programmate con il procuratore, spesso via e-mail, come quella doppia di Del Piero a Gazzetta e Repubblica prima di Italia-Germania.

Le inchieste, queste sconosciute. Spirito critico e competenza alla deriva. Sempre più giornalai e sempre meno giornalisti. Pessimismo & fastidio...

Foto: Infophoto.

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