Un blog nel pallone
Lo spogliatoio parigino si preannuncia una polveriera, non solo per problemi di abbondanza, ma soprattutto per la dirompente personalità dei vari Lavezzi e Ibrahimovic. Il passato però insegna, come quando inventò Pirlo regista...
C'erano già Ménez, Pastore e Nené a supporto di Hoarau. Ora è arrivato Lavezzi, ma non solo, sta per arrivare Ibrahimovic. Quattro mezzepunte e due prime punte. Per carità, melius abundare quam deficere, ma il Paris Saint Germain, purtroppo, dovrà stare a una delle principali regole del calcio, quella che si gioca in undici.
Questo per dire che il compito principale di Carlo Ancelotti sarà quello della convivenza tra tanti campioni. Senza dimenticare che ci sono anche Bodmer e Jallet, gente che l'anno scorso ha giocato spessissimo e presto potrebbe firmare anche Verratti.
Per carità, nessuno dimentica che in passato, al Milan, in situazioni simili, il buon Carletto se la sia cavata egregiamente, tipo quando tirò fuori dal cilindro un Pirlo regista arretrato, ruolo che gli ha allungato la carriera e spianato (forse) la strada al Pallone d'Oro. Ma qui le difficoltà sono molte, non solo tecniche, anche gestionali, vista la dirompente personalità di tanti elementi, come Ibra e il Pocho.
E poi c'è la pressione della piazza, ancora "scottata" dal clamoroso scudetto perso al fotofinish, per mano del proletario Montpéllier.
Insomma, girano tanti denari, ma in caso di insuccesso, sulla testa del mister, è pronto a scendere un asso. Di bastoni.
Foto: Infophoto.
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