Un blog nel pallone
L'ad rossonero parla di "Paese in crisi" per mettere le mani avanti, ma i tifosi si aspettano, se non colpacci alla Ibra o Ronaldinho, almeno affari come Boateng. Questa non può essere la rosa del "vero" Milan...
La volpe e l'uva, volere e non potere? Da troppi anni Adriano Galliani è nel calcio e non si può non prendere per quello che valgono le sue parole in periodo estivo, cioè meno di zero. Per questo, quando l'ad del Milan parla di difficoltà a fare determinati colpi di mercato perchè «il Paese è in crisi» non può che venire da sorridere, anche senza fare riferimento alla politica e a chi il "Paese in crisi" ce l'ha fatto finire.
L'impressione è quella di sempre, ovvero che il Diavolo aspetti dietro l'angolo e tenti colpacci "low cost" quali sono stati nel passato Ronaldinho, Ibra e Robinho, oppure sarebbe potuto essere Tevez se l'allenatore del Manchester City non fosse stato un certo Mancini. Non ci sono soldi? Ed allora perchè non altri affari come Boateng?
Il dato positivo, analizzando la nuova rosa dei rossoneri è che ci sia stato un deciso "svecchiamento" della rosa, riguardante le partenze di Zambrotta, Van Bommel, Seedorf, Inzaghi, Nesta e Gattuso.
Per ora sono arrivati Acerbi, Montolivo, Traoré e Constant; mancano Thiago Silva e "Resusci-Pato", che vanno alle Olimpiadi, così come i nazionali Abate, Nocerino, Cassano, Montolivo e gli altri reduci da Euro 2012 come Ibrahimovic e Méxès.
Galliani aggiunge che la rosa definitiva del Milan non sarà nota che alle 19.01 del 31 agosto: parole sante, ma oltre agli assenti, i tifosi si aspettano di vedere qualche nome nuovo. Magari non Messi, ma neppure onesti pedatori, perchè il Milan "l'è sempre un gran Milan".
Foto: Infophoto
Doping sulla Spagna: ciclone Fuentes, ombre europee e mondiali
Stadi Italiani decrepiti, fatiscenti e senza servizi: non solo a Cagliari
Del Piero: la sua Australia è sempre più un fiasco
Viktor Fischer: nell'Ajax c'è il "Messi dei Ghiacci"
Psg-Troyes 4-0: e se Ibrahimovic fosse più forte di Messi e Ronaldo?