Un blog nel pallone
Solo il romanista Borini si avvicina a una prima punta classica. A Berlino 2006 avevamo Toni, Gilardino, Inzaghi, più Del Piero e Totti. Restano a casa Osvaldo, Pazzini e Destro, tre scelte comunque condivisibili per motivi diversi.
Che la Nazionale sia ancora in cantiere lo si capisce dalle prove e controprove che Prandelli sta facendo fare al suo reparto arretrato. L'infortunio di Chiellini e il quasi forfait di Barzagli mandano all'aria i piani. Difesa a 3 o a 4? Lo sapremo solo vivendo, anzi sopravvivendo, se mai riusciremo, contro la Spagna.
Quello che sembra certo è però che gli azzurri lasceranno l'iniziativa agli altri, cercando di colpire di rimessa. Per la prima volta, infatti, nella rosa dei convocati, non figura alcun centravanti di ruolo. Tante seconde punte o trequartisti. Forse, dei cinque che fanno parte dei 23, l'unico ad avvicinarsi ad una prima punta è Borini, mentre Cassano e Balotelli sono, per dirla alla Platini dei "9 e mezzo", così come Giovinco, mentre Di Natale rende quando parte largo.
Se si pensa che nel 2006 avevamo Toni, Gilardino, Inzaghi, più Totti e Del Piero, il paragone è sconfortante, ma va anche detto che di prime punte italiane, il nostro campionato non abbonda: sono rimasti a casa Pazzini, Osvaldo e Destro, il primo reduce da una stagione non esaltante, il secondo da un infortunio e il terzo forse ancora troppo acerbo.
Tutti dietro la palla e... che Dio ce la mandi buona, dunque, ma non aspettatevi assalti all'arma bianca.
Foto: Infophoto.
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