Un blog nel pallone
Tutto facile per i tedeschi, che nel primo tempo controllano la gara per poi dilagare nella ripresa. Limitata la rosa greca. Santos schiera un improbabile portiere della nona in classifica del campionato ellenico.
Per la Germania è stato come giocare al gatto col topo, o bere un bicchiere d'acqua fresca, fate voi. Sei minuti, tra l'1-1 e la voléé tagliagambe di Khedira, tanto è durato il sogno della Grecia.
Non c'è stata e non poteva esserci partita. Troppa l'abbondanza di scelta di Joachim Löw, troppi limiti nella rosa di Fernando Santos, costretto a schierare, tanto per dirne una, il portiere della nona del campionato locale, l'imbarazzante Sifakis dell'Aris.
Pochini i giocatori con un minimo di pedigree, forse i due centrali e Samaras, oltre a Karagounis, che però era assente per squalifica.
Dall'altra parte, una Nationalmannschaft che si permette di lasciare in panchina all'inizio tre "califfi" del calibro di Gomez, Podolski e Müller. E se magari i loro sostituti non sono troppo in condizione, ci pensano i due del Real Madrid, Khedira e Ozil a menare le danze.
Insomma, se qualcuno sperava in una sorpresa, è meglio che aspetti ancora un po'. Dopo il 2-1 si è aperta la diga: la Germania è la seconda semifinalista e aspetta la vincente di Italia-Inghilterra.
Avevate qualche dubbio? Va bene che c'era il ricordo della favola ellenica del 2004, ma c'è un limite a tutto...
Foto: Infophoto.
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