Un blog nel pallone
Da una parte, Berlusconi e sua figlia che vorrebbero tenere Pato. Dall'altra, Galliani e Ibrahimovic che mal sopportano il brasiliano.
Rifondazione Milan: da dove iniziare? Il problema non è tanto quanti o quali "nonnetti" mandare in pensione, ma mettere ordine nella gerarchia societaria. Se c'è una cosa che negli anni del "berlusconismo" ha contraddistinto il Diavolo è il rispetto dei ruoli e la competenza. Con l'avvento di Barbara Berlusconi e la conseguente connessione di Pato, gli equilibri non sembrano più sicuri.
L'impressione è insomma che ci siano due correnti di pensiero: la prima, capeggiata da Galliani, che vorrebbe rinforzi d'esperienza e qualità, specie in attacco, l'altra che punterebbe tutto sulle riconferme di Pato e Robinho, entrambe mal sopportate da Ibrahimovic.
Che Nesta, Van Bommel e Inzaghi, ma anche Gattuso e (forse) Ambrosini, Zambrotta e Seedorf abbandonassero il vascello era nell'ordine delle cose. In mezzo al guado c'è Allegri, confermato dal Cavaliere (e quindi anche dalla figlia), mentre Galliani e Braida mediterebbero di rimpiazzarlo.
Il nome forte che metterebbe tutti d'accordo è ovviamente quello di Fabio Capello, che non ha mai nascosto di voler finire la sua carriera da tecnico dove l'ha iniziata, possibilmente con un ciclo di prestigio a chiudere il cerchio. In molti lo danno come dirigente, ma a noi sembra più plausibile la soluzione che lo vedrebbe in panchina.
L'indizio del suo storico vice Italo Galbiati in via Turati, ma solo "in visita di cortesia" può valere qualcosa?
Foto: Infophoto.
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