Un blog nel pallone
I Blues rimontano due reti in pieno recupero, quando la gara dello United è già finita. Un successo che ricorda proprio quello di Sir Alex nella finale Champions 1999 contro il Bayern. Balotelli velenoso: ma non è stato lui l'artefice principale.
Il finale thrilling della Premier League, che ha consegnato al Manchester City il titolo, proprio mentre lo United (a gara già finita!) stava facendo la bocca all'ennesimo trionfo, è sicuramente da consegnare alla storia.
Le due reti segnate dai Blues in pieno recupero, contro il Qpr e la rimonta da 1-2 a 3-2, hanno fatto vincere a Roberto Mancini e compagnia uno scudetto che mancava da qualcosa come 44 anni.
A fine gara, la velenosa dichiarazione di Mario Balotelli che, appena entrato, ha servito ad Aguero la palla del 3-2: «Adesso dovranno tutti chiudere il becco».
Rabbia comprensibile per un giocatore formidabile, ma al tempo stesso immaturo e "massacrato" dalla stampa anche oltre i propri demeriti.
SuperMario ha sicuramente dato il suo apporto alla vittoria finale, ma se ci sono quattro elementi cui daremmo la palma di migliori attori protagonisti, uno di questi è sicuramente l'immaginifico Yaya Touré, giocatore di forza ma anche di qualità.
Il centrocampista ivoriano è seguito a ruota dai tre argentini: il laterale Zabaleta e gli attaccanti Tevez e soprattutto Aguero. Sono stato questi i principali fautori di un trionfo prima messo in tasca (ad un certo punto il vantaggio sulla seconda era di +8), poi tirato fuori ed infine strappato al fotofinish.
Una quindicina di anni fa, sir Alex Ferguson aveva vinto nella stessa maniera - con le reti di Solskjaer e Sheringham - una memorabile finale di Champions League con il Bayern. Ora il destino si è ripreso ciò che gli aveva regalato. E' proprio vero che il calcio è come la vita: a volte ti toglie e a volte ti dà.
Foto: Infophoto.
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