Un blog nel pallone
Più passa il tempo e più vengono a galla cattivi pensieri sulla sospensione del campionato. Secondo noi è stata voluta dalle grandi al grido di "o tutti i nessuno", altro che pausa di riflessione.
Avevamo già brutti pensieri, ma ora è quasi una certezza, dopo quanto ha scritto l'ottimo Olivari sul Guerin Sportivo. Ci tocca dare ragione a Silvio De Rossi e Paolo Cola, che sin da subito avevano parlato di decisione presa di pancia. Il calcio italiano si è fermato in blocco, non per rispettare la morte dello sfortunato Morosini, ma solo ed esclusivamente per fare i propri comodi e interessi.
Crediamo di non essere lontani dalla realtà se pensiamo che la notizia del lutto, arrivata intorno alle 17 di sabato, abbia provocato una reazione a catena. Dapprima l'Udinese - e qui siamo ancora nei sentimenti di umanità - dove Morosini militava fino a pochi mesi fa, ha chiesto di non giocare. Poi sul carro è salita l'Inter, che ha approfittato della situazione e quindi il Milan, che avrebbe dovuto giocare subito, alle 18.
Successivamente è toccato alla Juventus e alle altre, che avranno detto «Non possiamo dare vantaggi ai rossoneri, o tutti o nessuno» ed infine alla Federcalcio, gestita da burocrati succubi dei poteri forti, i quali hanno avuto la pensata di fermare anche migliaia di dilettanti, con tutti i disagi che questo comporta.
Altro che pausa di riflessione o lutto per la morte sul campo di un ragazzo di 25 anni...
Altrimenti, si sarebbe dovuto riprendere da dove si era fermato, non rinviare la giornata al 25 aprile, modificando anticipi e posticipi.
Ricostruzione fantasiosa? A pensar male si fa peccato, ma ci s'azzecca...
Foto: Infophoto.
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