Un blog nel pallone
Il Manchester City è a meno otto dallo United, già fuori da tutte le coppe nazionali ed europee ed ha pure perso la Supercoppa inglese. Il tecnico italiano, agevolato da una campagna acquisti faraonica, non può sempre scaricare le colpe su Supermario

Con la sconfitta patita in casa dell'Arsenal, il Manchester City scivola a sette punti di distanza dalla capolista Manchester United. Considerando che mancano solo sei giornate alla fine, nonostante ci sia da giocare ancora il derby di ritorno in casa dei Blues, il titolo inglese sembra virtualmente assegnato. Uno smacco, per la squadra dell'emiro, rimasta a lungo in testa. Roberto Mancini, da abile mistificatore quale è, ha però scaricato quasi tutte le colpe addosso a Mario Balotelli.
Adesso, difendere l'ex talento dell'Inter per le sue malefatte in campo (e soprattutto fuori) diventa arduo, ma dopo l'espulsione patita all'Emirates Stadium, per una volta proviamo a prendere le sue parti. SuperMario ha commesso un fallo di gioco ed era già ammonito: il rosso è sembrato eccessivo, anche se ininfluente per il risultato, perchè al 90'.
La verità è che il City, a discapito delle montagne di denaro spese per rinforzarsi nella stagione scorsa (Dzeko, Silva e Yaya Touré) nell'estate 2011 (Aguero, Nasri, Clichy) e pure nel mercato invernale (Pizarro), rischia di finire il 2011-12 con "zero tituli".
Fuori da Fa Cup (Manchester United), Coppa di Lega (Liverpool), Champions (Napoli) ed Europa League (Sporting Lisbona), persa la Supercoppa inglese (di nuovo Man Utd): il tecnico di Jesi, più che alle "Balotellate" farebbe bene a pensare ai suoi errori, tipo il litigio con Tevez, o l'esasperato difensivismo con cui ha affrontato le gare più importanti.
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