Un blog nel pallone
Esagerata la tattica rinunciataria madridista, anche se il gioco valeva la candela. I blaugrana hanno però una panchina non all'altezza e non sanno quasi più come tirare in porta.
E alla fine, dopo dieci tentativi, per la prima volta Mourinho ha vinto contro il Barcellona prima dei supplementari (l'unico precedente fu nella finale di Coppa del Re 2011, ma al 120'). Lo ha fatto in una maniera spudorata, con un difensivismo nauseante, forse peggiore di quello quando al Camp Nou con un'Inter in dieci per l'espulsione di Thiago Motta, perse 1-0 e passò il turno.
Lo ha fatto soprattutto perchè i Blaugrana hanno mostrato il segno: è evidente che la panchina di Guardiola, oltre ad essere corta, non è all'altezza dell'undici titolare. Alle assenze di Villa e Abidal, si è aggiunta la doppia esclusione iniziale - scelta tecnica o turnover, chissà? - dei principali arrivi del mercato, ovvero Alexis Sanchez e Fabregas. E se l'ingresso del primo ha portato subito alla rete del pari, quello del secondo, sembrato troppo tardivo, ha fatto capire perchè il Pep l'avesse lasciato fuori. In sostanza, puntare su Tello e Thiago Alcantara, due giovani forse non ancora pronti per sfide di questo livello, ci dice che ai catalani la Liga interessava ancora fino a un certo punto, ma anche che l'allenatore non ha potuto (o non è riuscito) a dare nuova linfa ad una squadra che pare stanca mentalmente, come si evince dalla sua difficoltà ad affondare e a verticalizzare. Pur fraseggiando sempre in maniera divina, il Barça fa una gran fatica a concludere. Sembra che i suoi giocatori siano diventati così bravi nel palleggio che abbiano dimenticato come si fa a tirare in porta. Inguardabili le occasioni fallite da Xavi e Tello, ma anche alcune "ciofeche" di Messi e Iniesta.
Un ko che rischia di avere ripercussioni negative anche in Champions, nella prossima gara con il Chelsea.
Dall'altra parte, il Real Madrid mette le mani sul campionato, una volta tanto grazie a un Cristiano Ronaldo delizioso e decisivo, ma anche con una tattica rinunciataria che ancora una volta fa storcere il naso agli esteti. Va bene che il gioco valeva la candela, ma con una rosa del genere, sarebbe lecito attendersi un po' più di qualità. Vero Mou?
Foto: Infophoto.
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