Un blog nel pallone
I terminali offensivi di Manchester City e Milan sono sempre più determinanti. Inutile per un allenatore provare a tenerli fuori per punizione: a quello ci pensa il giudice sportivo. E Italia e Svezia non possono fare a meno di loro...

Il dilemma è amletico: è meglio un bravo ragazzo, ma un giocatore scarso o un "bad boy" che quando gioca te la butta dentro e sa fare la differenza? Sta di fatto che a tutt'oggi tra gli attaccanti più decisivi per le rispettive squadre ci sono un "bullo" Come Ibrahimovic e una "calamita di guai" come Balotelli.
L'ultimo turno di Serie A e Premier League, se per caso qualcuno non se ne fosse ancora accorto, ha dimostrato quanto siano due giocatori determinanti per Milan e Manchester City. Tutto sta nel come Allegri e Mancini, che insieme a Guardiola e Mourinho dispongono oggi degli organici più completi e variegati d'Europa, riescono a sopperire alle loro frequenti assenze per squalifica.
E se entrambi potranno anche eventualmente saltare qualche gara nel rispettivo club, la loro presenza si rende invece necessaria per le nazionali di Svezia e Italia, che non dispongono di un potenziale offensivo adeguato alle loro ambizioni.
Per vincere, insomma, bisogna anche saper o voler chiudere un occhio. Per questo gli allenatori si guardano bene dal lasciarli fuori per punizione. A quello ci pensano i giudici sportivi.
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