Un blog nel pallone
Il tecnico nerazzurro prova ad addormentare la gara, rinunciando a Milito e Pazzini, ma viene beffato all'ultimo minuto. I francesi, mai troppo pericolosi, puniscono l'atteggiamento troppo remissivo degli ospiti.

Marsiglia-Inter 1-0, quando la "dea eupalla" ci mette del suo e beffa chi non fa nulla per rendersi pericoloso. Ranieri imposta la gara nel più classico del "primo non prenderle" e paga dazio su una palla inattiva all'ultimo tuffo.
Una sconfitta immeritata se si pensa i francesi non hanno avuto chissà quale numero di occasioni da rete, ma al tempo stesso una punizione giusta per una squadra che non si è degnata una volta che sia una di allungarsi anche solo per una ripartenza.
La scelta iniziale di lasciar fuori terminali offensivi del calibro di Milito e Pazzini la diceva già lunga: Ranieri è andato al Vélodrome, per usare proprio una metafora ciclistica, a "succhiare le ruote", ovvero schierando una squadra bloccata nella propria metacampo, esageratamente remissiva, quasi indisponente. Vedere Cambiasso che prende palla nella sua trequarti e si volta all'indietro per ricominciare l'azione non è proprio il massimo. Vero che l'Inter è malata, che ha tanta pressione, ma la sua cifra tecnica rimane di gran lunga superiore a quella dei fratelli Ayew, o dei vari Valbuena, Marlon Brandao e Amalfitano, il cui cognome fa tanto "pizzeria".
Una beffa, quindi, ma non più di tanto. Il tecnico che assomiglia tanto a Don Bosco ha voluto addormentare la gara e alla fine l'ha preso nella giacca: uno splendido assist per i suoi tanti denigratori, non solo milanisti e juventini, i quali, al fischio finale, si saranno lasciati andare in un roboante «Ben gli sta!».
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