Un blog nel pallone
Il tecnico rossonero, che ha tenuto in campo per troppo tempo gli inguardabili Ambrosini e Robinho, ha tolto il vivace El Shaarawy e si è dato la zappa sui piedi sacrificando Van Bommel sullo 0-1.

Troppi elogi danno alla testa? A vedere Lazio-Milan e gli errori in serie del signor Allegri, anche un bambino capirebbe che il 2-0 finale è più frutto del presuntuoso atteggiamento ospite e dei cambi sbagliati dell'allenatore toscano.
Dopo un mercato discutibile in cui Lotito e Tare non han saputo trovare una contropartita a Cissé, prima del fischio d'inizio arriva la tegola del ko di Klose e a metà gara, i romani perdono pure il difensore più forte, il brasiliano Dias. Eppure il Diavolo gioca la solita gara sorniona, sperando di trovare prima o poi la "solita" zampata di Ibrahimovic o di "Re Mida" Nocerino.
Ma i rossoneri, che in mezzo schierano un inguardabile Ambrosini e sulla trequarti lo "zombie" Robinho, perdono la bussola col doppio cambio di metà ripresa: oltre ad Ambrosini, invece del brasiliano, Allegri toglie il vivace El Shaarawy, per far posto a Seedorf ed Emanuelson.
Arriva il gol di Hernanes, una prodezza, ma con qualche complicità del duo Thiago Silva-Nesta ed il tecnico livornese cosa fa? Getta nella mischia Maxi Lopez, ma non levando Robinho, come sarebbe logico, no, sacrifica Van Bommel, unico mediano campo, rimanendo con tre punte e due mezze, senza copertura E di lì a poco, complice un'infilata da oratorio, ecco il bis di Rocchi.
Galliani, in tribuna, sbuffa per un gol fallito da Ibra, magari smadonna per un sacrosanto penalty per mani di Dias (sullo 0-0) ma stasera avrebbe molto da ridire al suo mister. E con le sue cervellotiche scelte.
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