Un blog nel pallone
L'asso del Genoa segna alla Maradona (da 30 metri) e alla Crespo (di tacco), ma sfugge alle facili interviste e celebrazioni. Senza di lui il Genoa stenta e i tifosi rossoblù lo adorano ormai quasi quanto Milito...

Ci sono le star del calcio come Totti o Del Piero, testimonial tv, fenomeni mediatici come Ibra o Lavezzi, ma anche campioni di umiltà come Rodrigo Palacio. A una settimana dal monumentale gol da 30 metri a palombella segnato al Napoli, l'asso del Genoa si è regalato un compleanno da raccontare ai nipotini, battendo il laziale Marchetti con uno sfizioso colpo di tacco all'incrocio.
Eppure, l'attaccante argentino, a lungo cercato dall'Inter e chissà quali altre squadre, non è un habitué dei microfoni, vive quasi nell'ombra, è campione di modestia e il massimo che si concede e qualche "Forza Boca". E' infatti rimasto affezionato alla sua ex squadra, per la quale segnò nella finale di Intercontinentale contro il Milan. A cavallo delle feste, è mancato al Genoa per un mese e mezzo e non a caso i rossoblù in quel periodo hanno preso scoppole un po' ovunque. Ha già segnato 12 reti, pur giocando solo 16 gare. Ha 30 anni e vanta appena 9 presenze nella Seleccion, una bestemmia, ma fa parte della schiera dei sottovalutati. Tecnica pura e altruismo, come l'insistente tentativo di mandare in gol il suo coscritto Gilardino, con cui ha avviato un'intesa quasi perfetta, ma a cui forse preferisce consegnare i riflettori: perchè lui è un campione, ma non certo uno che se la tira...
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