Un blog nel pallone
Il capitano blucerchiato, alla soglia dei 30 anni, sceglie il nerazzurro. Solo 9 mesi fa era sotto la Gradinata Nord a piangere... lacrime di coccodrillo.

L'ufficialità arriva nel pomeriggio del 31 gennaio, ultimo giorno di mercato, dopo un lungo periodo di indiscrezioni e smentite. Angelo Palombo, capitano della Sampdoria, lascia il club blucerchiato a 9 mesi dall'infausta retrocessione in Serie B. L'offerta migliore, tra le tante (Fiorentina, Juventus, Milan), alla fine è stata quella dell'Inter, che lo ha preso per sostituire Thiago Motta, passato al Paris Saint Germain.
Tutti ricorderanno il 30 enne centrocampista laziale sotto la Gradinata Sud dello stadio di Marassi, il giorno della matematica retrocessione dei doriani. Un pianto a dirotto e tante scuse per le brutte figure sue e della squadra. Furono in molti ad elogiare quel gesto, che avrebbe avuto senso se poi ci fosse stato un seguito. Sì, perchè se davvero si vuol definire Palombo una "bandiera" gioverà ricordare che gente come Franco Baresi, o più recentemente Alex Del Piero e Gigi Buffon, ha accettato di seguire la propria squadra in Serie B e di riportarla in alto.
Non veniteci a raccontare la favoletta dell'offerta irrinunciabile e della voglia di non perdere la Nazionale. Senza sapere come andrà a finire la crociera blucerchiata in questa stagione, il capitano Schettino, anzi Palombo, ha abbandonato la nave. Dando ragione a chi diceva che le sue non erano altro che lacrime da... coccodrillo.
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