Un blog nel pallone
Con te (ri)partirò... Sulle note del celebre testo di Andrea Bocelli, la Juventus sembra ormai prossima a ricominciare da lui: il suo capitano. Sì, proprio lui, l'ultimo della lista assurto invece al ruolo di eletto per una lunga serie di buone ragioni. Prima fra tutte la juventinità del proprio dna. Antonio Conte, il capitano di mille battaglie, il tecnico che più di ogni altra squadra al mondo sogna di allenare la sua Madama, forse questa volta ce la farà. Caldeggiato da Pavel Nedved, uno che ha voce in capitolo, stimato da Andrea Agnelli e adorato dalla piazza che non ne ha mai dimenticato cuore e amore.
Non era il primo, non era il preferito, ma è l'unico che si può liberare in fretta e senza salassi economici. André Villas Boas, lo Special Two del Porto, invece, costa e molto. Il portoghese che giovedì sera si giocherà la finale di Europa League più di chiunque altro stuzzicava l'appetito dei piani alti di corso Galileo Ferraris, appetito scemato però di fronte alla cifra che occorre sborsare per acquisirne i servigi. Grossomodo dieci milioni, probabilmente troppi per chi non è nemmeno sicuro di essere ancora all'altezza di tal compito, di cotanta ventura.
Irta e difficoltosa anche la strada che conduce a Walter Mazzarri, il livornese comandante del Napoli che De Laurentiis è poco propenso a liberare e con il quale è in procinto di parlare per discutere di un futuro già scritto (contratto fino al 2013) anche se non ancora definito. Un po' come accaduto in passato per Luciano Spalletti, blindato da un contratto in essere che difficilmente poteva essere eliso e quindi abbandonato. Antonio Conte all'opposto si può liberare. Subito. Tanto che la Juventus lo ha già bloccato. Convince la dirigenza, piace alla piazza ed è terribilmente ambizioso. Non è la prima scelta, ma potrebbe presto guidare il nuovo corso della Vecchia Signora. Nonostante un ultimo improbabile tentativo con il giovane guru di Oporto, poi finalmente la curva potrà tornare a cantare: "Senza di te noi non vinciamo, Antonio Conte il nostro capitano"...
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alle 12:08
Beatrice
A me conte piace, qjuindi bentornato Antonio.
Riportaci dove ci avevi lasciato