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Real - Barça: Mourinho contro Guardiola

Mercoledì 27 Aprile 2011, 13:30 in Calcio Estero, Champions League, I grandi campioni, Interviste, calcio gossip di

guardiola mourinho.jpgLa strategia della tensione. L'importanza dell'evento. La simpatia mai nata tra i due. José Mourinho e Pep Guardiola sono agli antipodi. L'uno così sfacciatamente estroverso e sopraffino provocatore, l'altro così educato e elegantemente riservato. E' guerra aperta. Questa sera l'evento. La prima delle due sfide più importanti della stagione. Il super Clasico in euro salsa di Champions League. La polemica impazza da tempo, diciamo pure da sempre, dacché lo Special One si è accomodato sulla Real panchina madridista. Ovviamente inizia Mou, il provocatore parlando di arbitri e del collega: "La cosa principale non riguarda chi arbitrerà oggi o le eventuali pressioni per non avere Proença - dice il portoghese -. La cosa più importante è che è cominciata una nuova era. Finora nel mondo del calcio c'erano due gruppi di allenatori. Uno piccolissimo, composto da gente che non parla di arbitri. E uno molto grande, nel quale ci sono anch'io, che critica gli arbitri quando commettono errori importanti, gente incapace di controllare la propria frustrazione quando gli arbitri sbagliano, ma che è anche capace di fare i complimenti di fronte a una buona prestazione del fischietto. Ora però con Pep si è creato un terzo gruppo, un gruppo dove c'è solo lui. Il gruppo di quelli che criticano gli arbitri che azzeccano una decisione. Un pensiero di una profondità enorme". Una stoccata piuttosto pesante, cui Mourinho aggiunge un'argomentazione temporale piuttosto circostanziata: "Guardiola è passato attraverso lo scandalo di Stamford Bridge, lo scorso anno l'Inter ha giocato in 10 per oltre un'ora, quest'anno con l'Arsenal è successo quello che è successo e ora viene criticata una decisione difficilissima e correttissima".

José si riferisce alle parole del collega sul gol annullato a Pedro nella finale di Copa del Rey per un fuorigioco di pochi centimetri. Successivamente però torna anche sull'argomento squalifiche che già in passato provocò una serie infinita di polemiche: "Preferisco non parlare del tema dei diffidati perché altrimenti dovrei dire che ci sono giocatori che possono farsi ammonire di proposito per arrivare puliti al turno successivo e altri che non lo possono fare. Dovremmo chiederci perché talune squadre possono fare certe cose e altre no. Noi sul 4-0 contro il Tottenham non abbiamo potuto toglierci i cartellini, e ora la situazione è difficile". Già perché il Real ha Ronaldo, Ramos, Di Maria e Albiol diffidati. "Sappiamo che gli avversari giocheranno con questa situazione - aggiunge Mou -. Per questo avremo bisogno di giocatori onesti. Gente che pensa: 'Siamo i migliori del mondo, giochiamo nel club migliore del mondo e non abbiamo bisogno di provocare ammonizioni'. Se gli avversari saranno onesti avremo una gran partita e vincerà il migliore. Se saranno loro gli farò i complimenti, come ho già fatto dopo il loro 5-0 nella Liga". Questa volta però, a differenza del passato, Guardiola è caduto in tentazione e si è portato sullo stesso piano del rivale, addirittura rivolgendosi direttamente a lui in conferenza stampa: "Josè, non so quale sia la tua telecamera. Io vorrei parlare domani alle 20.45 in campo, fuori hai già vinto tu. Lui ha vinto tutto durante questa stagione, compresa la Champions fuori dal campo. Normalmente vince lui, la sua storia è questa, noi abbiamo ottenuto vittorie più piccole e ne siamo orgogliosi. Ho una lista di cose che vorrei dirgli ma non arriveremmo mai alla fine".

La storia infinita? "Io non ho un segretario come lui che mi tiene segnate le cose su cui devo rispondergli - aggiunge Guardiola -. Io vorrei giocarmi la partita sul campo, in queste cose non vorrei competere con lui neanche un istante. In queste cose è un fenomento, un fuoriclasse. Lui mi conosce e io conosco lui. E per questo mi dispiace che lui abbia creduto alle gazzette di Don Florentino Perez piuttosto che a me. Io dopo la vittoria in Coppa del Re ho fatto le congratulazioni al Real Madrid, ha vinto la Coppa sul campo meritatamente contro il mio Barcellona, che è una buona squadra. Se lui vuole credere a quello che dice la stampa di Madrid è libero di farlo però sappiamo come vanno le cose qui". Spiegando poi che: "Io oggi gli ho risposto solo perché lui mi ha nominato. Altre volte aveva fatto dei riferimenti senza citarmi, oggi ha detto Pep e se lui dice Pep io dico Josè. Lui qui a Madrid è il signore-padrone, lo rispetto moltissimo e quando lo vedo in campo cerco sempre di imparare da lui, fuori dal campo però non devo imparare niente". Chiamatele, se volete, schermaglie, ma queste sono in realtà veri e propri confronti dialettici tra due persone che allenano e che sono agli antipodi l'una dall'altra. Uno è un magnifico provocatore, l'altro un elegante signore. Questa sera, in ogni caso, vinca il migliore.

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