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E' Mourinho contro la Spagna più che Real - Barça

Martedì 19 Aprile 2011, 18:30 in Calcio Estero, Champions League, Interviste, calcio da ridere, calcio gossip di

josè mourinho real barça.jpgNon piace a nessuno. Lo dicono tutti. Non ha fatto proseliti e men che meno seguaci. Anzi... La Spagna non lo ama, e probabilmente nemmeno lo stima. Mourinho è il nuovo incontrastato allenatore più odiato del Paese. Pep Guardiola, che pure ha perso contro lo Special One una semifinale di Champions League e che successivamente ha restituito il torto nella sera della manita catalana, proprio non lo sopporta. Sarà perché è sbruffone, sarà perché intende il mestiere a modo suo, sarà perché è un innato provocatore. Insomma è il nemico dichiarato e forse anche giurato. Ma non è il solo perché gli strali lanciati all'indirizzo del guru di Setubal arrivano un po' da tutte le parti tant'è vero che, il presidentissimo Florentino Perez, starebbe addirittura pensando al suo vecchio pallino Carletto Ancelotti per la nobile panchina delle merengues. In ogni caso lui, l'allenatore che ha vinto come pochi altri al mondo, fa spallucce e se ne infischia, forte del suo credo, sicuro della sua intelligenza.

La Spagna sembra vivere un periodo di lotta continua contro l'invasore portoghese. Pep, che pure è un signore, non può evitare di nominarlo perché dopo la doppia sfida di campionato, Barça e Real si affronteranno anche in Coppa del Re e, come se non bastasse, successivamente, nella ben più importante doppia semifinale di coppa Campioni. Stasera al Mestalla di Valencia andrà in scena il prologo di quello che poi sarà il vero e proprio match della stagione e il catalano Guardiola torna sulle recenti polemiche precisando che: "Non ho detto che il Madrid ha giocato come una piccola squadra. (Si riferisce alla polemica nata dopo il recente pareggio 1-1 del Santiago Bernabeu nella Liga ndr). Non mi permetterei mai di giudicare un collega che conosce meglio di me i suoi giocatori. Ha tutto il diritto di giocare come più gli piace". E meno male che il tecnico campione in carica ha corretto il tiro rispetto all'immediato dopo partita perché fino a prova contraria ognuno allena, gioca e lavora come meglio ritiene.

Ma l'acqua che Guardiola ha voluto gettare sul fuoco della polemica è servita a poco perché è presto arrivata la benzina del presidente onorario del club catalano, Johan Cruijff, uno dei più grandi campioni che il calcio abbia mai conosciuto il quale, nell'associarsi al coro anti Mou, ha addirittura rincarato la dose: "Mourinho è solo un vincitore di titoli, non è un allenatore di calcio. O meglio non lo è se noi intendiamo il calcio come spettacolo e divertimento". Detto che Cruijff non è nuovo a uscite di dubbia obiettività, qualcuno chieda ai tifosi se preferiscono divertirsi o vincere, o meglio, se sia più divertente vincere trofei in serie come lo Special One, magari anche giocando meno bene, oppure giocare bene, divertire e poi nulla conquistare. Se poi ci si mette anche un madridista doc, come il campione di tennis Rafa Nadal, che altro aggiungere? Il numero uno della terra rossa avrebbe infatti dichiarato che: "Il Barcellona è più squadra del Real" riconoscendo, di fatto, la superiorità tecnica e di gioco del club che si appresta a vincere la Liga, ma che per avanzare nella coppa continentale si troverà costretto ad affrontare lo scoglio reale. E Mourinho in particolare. E se fosse di nuovo lui a trionfare?

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2 commenti
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22 Apr 2011
alle 10:04

Marco Lombardo

Stimato Roberto,

affatto.

Anzi, probabilmente sono il primo degli estimatori e dei nostalgici di un calcio d'altri tempi. Come non ricordare le grandi squadre da lei citate? Come dimenticare anche l'omessa Juventus del primo Marcello Lippi che con gregari alla Torricelli ha incantato e dominato in Europa per anni e anni conquistando peraltro tre finali di coppa campioni consecutive?

Il Barcellona di Guardiola è la squadra più forte di questo secolo e tra le più grandi di sempre. E' un assioma, talmente evidente, inconfutabile e assodato che sarebbe sciocco e finanche stupido non riconoscerlo. Proprio per questo fors'anche inutile sottolinearlo. E' semplicemente così. Un calcio totale, bello e divertente. Un calcio che ha radici antiche, insegnato fin dalla scuola calcio catalana e perseguito nella crescita e nello sviluppo dei talenti della cantera. L'Ajax di Cruijff era uno champagne, il Milan di Sacchi fantastico spumante, il Real di Del Bosque forse meno ma altrettanto importante, almeno quanto la Juventus di Lippi o il Milan di Ancelotti.

Proprio per questo, lungi da me glorificare catenaccio o difensivismo, anzi... Al contempo però occorre riconoscere al più grande antipatico che il calcio moderno ha conociuto che per vincere non sempre serve dare spettacolo, o meglio, spettacolo nella definizione stretta del termine. L'inter di Mourinho lo scorso anno, non sarà stata esempio di calcio champagne ma si chieda ai nerazzurri se si sono o meno divertiti!

L'equazione di cui parla, per fortuna, non esiste. Come non esiste l'obbligo di divertire per vincere.

Questo almeno è il mio pensiero.

Cordialmente

Marco

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20 Apr 2011
alle 05:32

Roberto

Caro Marco,

forse che lo spettacolare Barca di Guardiola (e non dimentichiamo, come fanno molti, quello altrettanto bello e vincente di Rijkaard !!) non ha fatto e non sta facendo collezione di trofei ? Sarebbe ora di finirla con questi luoghi comuni che vogliono vincenti solo i "pragmatici" e gli arroganti. Nella storia del calcio, grazie al cielo, si possono ricordare, così a caso, il grande brasile di Pelè, l'Ajax dei primi '70 con Cruijff in campo, quello con lo stesso olandese in panchina di un decennio avanti, il Milan di Sacchi, il Real di Del Bosque e via discorrendo. Tutti team magnificamente romantici, raffinati, offensivi e spettacolari. Se poi vogliamo glorificare chi vince col catenaccio si faccia pure, ma la si smetta di far passare l'equazione: calcio spettacolo = niente trofei... è una bugia !!!

 

Saluti

Roby  

 

 

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