Un blog nel pallone
Ecco fatto. Ora che, nell'euro arena di Coppa, anche l'ultima paladina delle italiche virtù pallonare è stata presa a calci nel sedere da una tedesca qualunque tutti si celebrano l'ennesimo epitaffio funebre al sistema calcio Italia. Che barba, che noia. E che novità... Tornano i nostalgici, o meglio, le vedove della Serie A eletta a campionato migliore d'Europa (e quindi del Mondo), più bello, più difficile, più ricco... Non lo è più? Pazienza. Non ci sono più i mecenati di una volta, e meno male se dovessimo rimpiangere i Cragnotti e i Tanzi (con i loro rispettivi crack), il mondo vive un momento di crisi globale e la fortuna non gira sempre per il verso più giusto. Calciopoli, certo, ci ha dato una mano, ad auto lesionare la nostra residua capacità di competere con una concorrenza sempre più agguerrita, ma le ragioni di questa crisi sono tali e tante che ormai anche i bambini le conoscono a memoria.
Oggi ci propinano anamnesi di ogni genere. Tutte sono concordi nel disegnarci un'Inter del triplete come mera felice eccezione. Sarà vero, chi lo sa? Sta di fatto che non son certo questo genere di discussioni a generare cambiamenti di opinioni e men che meno di direzioni. La storia è fatta di cicli. Il calcio italiano ne attraversa uno poco felice dal punto di vista dei risultati. Dopo esserci riempiti la pancia di Coppe Uefa, Coppe Coppe e Coppe Campioni ora ci tocca lasciare agli altri un poco della gloria di cui abbiamo goduto nel recente passato. L'avidità non è cosa nostra. Non ce la possiamo più permettere. Pensiamo piuttosto a rimboccarci le maniche e a imparare dagli altri come e dove migliorare. Solo facendo di necessità virtù potremmo tornare a divertire e a vincere. Di certo non ci manca la fantasia. Servono idee, progettualità e investimenti. Tutto il resto, le altre chiacchiere, le soluzioni estemporanee, francamente, ormai lasciano il tempo che trovano. Poco o nulla.
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