Un blog nel pallone
Silenzio. Delusione, rabbia, impotenza. Servirebbe un velo, pietoso. E invece l'emorragia non accenna a finire e l'umiliazione continua, prosegue, avanza. Fin dove ancora non è dato sapere, ma per fortuna la quota salvezza è ormai stata raggiunta. Scongiurato il baratro, al peggio va comunque posto fine anche se non se ne scorge uscita, e men che meno soluzione. Che c'è di più triste di un presente mortificante? Forse solo un futuro prossimo venturo altrettanto insignificante. Si vive, anzi si sopravvive, in un surreale stato di quiescenza che dall'eccezionale dello scorso anno, ora è divenuto quasi abituale, solito, ordinario. Una tristezza. Un'inspiegabile impotenza. In balia delle correnti, alla mercé dei contendenti, sbeffeggiata da chiunque, disconosciuta ormai anche dal tifoso qualunque.
Se un tempo (l'anno scorso) si gridava auspicando l'arrivo di un nuovo profeta, o di un salvatore della patria, ora lo sdegno è tale e totale che nemmeno si sa più che cosa urlare, se non il tradizionale andate a lavorare. Contro i giocatori, che sbagliano l'indescrivibile, contro il tecnico che si prende i fischi e li trasforma in fiaschi. Contro i dirigenti che hanno saccheggiato mezza Serie A a colpi di cambiali senza però riuscire a scovare un campione degno di tal nome. Aggrappata alle mani di Buffon e alle invenzioni di Del Piero, la Juventus è oggettivamente un caso patologico. Tanto che, ora, anche la fiducia riposta in Andrea, l'Agnelli che avrebbe dovuto garantire per tutti, sta evidentemente svanendo.
Difficoltà. Preventivate, calcolate, ma mai davvero soppesate. Nervosismo, tensione, confusione. Altrimenti come si spiegherebbe la caduta di stile evidenziata nella sconsiderata presa di posizione a colpi di comunicato stampa contro il quotidiano sportivo di riferimento? Si legge nella nota che: "La Juventus non ha quotidiani "preferiti" o di "riferimento" e la gran parte del popolo juventino neppure". Inesattezze. Incongruenze. Assurdità. Perché Tuttosport, che col calciomercato e col nome a sensazione ha costruito la propria recente linea editoriale, da sempre è il quotidiano sportivo che più di ogni altro sta addentro al mondo Juve, che più di chiunque altro ne cura i dettagli, ne racconta i momenti e ne cavalca i sentimenti.
"I calciatori, i tecnici, i dipendenti e i dirigenti continueranno a lavorare, sapendo che questa stagione sportiva porrà le basi per un lavoro che dovrà essere completato con rapidità per riportare i colori bianconeri dove la storia, la tradizione e i milioni di tifosi li hanno collocati. Con passione, con coraggio e con determinazione". Ecco, ma urgono i fatti più che le dichiarazioni d'intenti che poi si frantumano risultando in verità inconsistenti. Volontà di una Juventus: la Società che fu dell'Avvocato Gianni Agnelli e prima ancora di suo padre Edoardo, oltre che del fratello Umberto. E allora perché perdersi dietro ad un comunicato piccato quando i problemi reali sono tali e tanti da non saper nemmeno da dove iniziare? Perché rispondere così a chi fa della critica il proprio mestiere? Qual è la ragione e finanche il senso di un attacco così duro, frontale, come mai forse si era visto in precedenza da parte di una Juve così debole, brutta, inconsistente come mai, in oltre 110 anni di gloriosa storia? Silenzio. Delusione, rabbia, impotenza. Stendiamo un velo pietoso. Esaurita da tempo la pazienza, mostrata addirittura eccessiva clemenza.
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