Un blog nel pallone
Sorride il geometra Galliani. Sorride perché è primo, conditio sine qua non per renderlo felice, sereno, soddisfatto. Sorride perché ha appena vinto con la Juventus, la squadra per la quale tifava fino a quando conobbe il Cavaliere, sorride perché forse Gareth Bale, il gallese astro nascente del Tottenham non recupererà appieno dalla sciatalgia per la sfida di ritorno di Champions League che varrà il passaggio ai quarti di finale della Coppa cui il diavolo è, per definizione, votato. Sorride perché Massimiliano Allegri sta guidando il suo Milan alla conquista di uno scudetto che mancava da tempo e, al contempo, sorride per tutte le illuminanti operazioni di mercato messe a segno da lui stesso, affari che nonostante il basso costo finora hanno reso molto alla causa della capolista.
"Bale? Speriamo che gli torni il mal di schiena... - scherza Galliani che, a chi gli domanda di Kakà, risponde -: Ricardino guadagna troppo, anche perché paga meno tasse. Mi spiace che abbia dei problemi a Madrid, ma per tornare da noi dovrebbe ridursi di un bel po' lo stipendio... Possiamo permetterci l'ingaggio di un solo Ibra". E pensare che lo svedese di Malmoe è stato preso in prestito e, per giunta, con diritto di riscatto fissato a poco più di 20 milioni. Ibrahimovic decisivo anche se non segna: "Abbiamo puntato su di lui per la sua forza e per quella che dà agli altri, per l'animo da guerriero. Ora non è in un momento brillantissimo, ma anche così il suo apporto alla squadra è molto elevato". Apporto che tuttavia sarà pro tempore come dichiarato dallo scaltro agente italo olandese Mino Raiola, colui il quale ne cura sorti e interessi.
Il procuratore, infatti, ha candidamente dichiarato: "Se Zlatan rimarrà al Milan sino a fine carriera? No, prima di smettere farà altri tre trasferimenti. Magari rimarrà in rossonero per tutti e quattro gli anni del suo contratto, ma decideremo nel 2012, anche in base ai risultati". Una rivelazione che si scontra con la (dichiarata) manifesta volontà del giocatore di chiudere con il calcio in rossonero, anche se, conoscendo il soggetto, credergli è meno facile di come potrebbe sembrare. Sorride Adriano Galliani, sorride per i risultati del figliol prodigo Leonardo al 33° punto in 13 partite di Inter, alle contraddizioni di Ibra e Raiola, alla volata scudetto e alla sfida di Champions. Sorride perché domenica prossima il suo presidentissimo Silvio Berlusconi celebrerà, nella straordinaria cornice del Teatro Manzoni, il 25° anno di comando alla guida del Milan. Perché mai dovrebbe piangere?
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