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Mourinho e la canaglia nostalgia del Belpaese

Venerdì 4 Febbraio 2011, 12:00 in Calcio Estero, calcio gossip, calciomercato di

josè mourinho Italia.jpgAnche se l'Italia sta in piedi perché non sa da che parte cadere, il Belpaese manca a José Mourinho il quale, parafrasando Roberto Gervaso, a Madrid rimane in sella, o meglio in panchina, pur sapendo da che prima o poi potrebbe capitolare. Costretto a seguire passivamente il dominio incontrastato della squadra più forte e talentuosa del pianeta, il Barcellona, il tecnico della Real casa merengue un po' rimpiange l'idilliaca esperienza vissuta in quel di Milano, interrotta in modo brusco e strano e, ultimamente, rammentata con sempre maggior frequenza. Dal giorno in cui si presentò, con quell'ormai storico "non sono un pirla", alle frenetiche ore in cui scappò quasi litigando con Massimo Moratti, passando, ovviamente, per esternazioni, provocazioni, offese, denunce e trionfi. Lo Special One, il personaggio mediatico per eccellenza, ha nostalgia dell'italico sistema calcio almeno quanto alla Serie A manca l'enfasi e l'arguzia del portoghese.

Lo ammette lui stesso, in un'intervista rilasciata a Christian Panucci, in esclusiva per il programma di Sky 'I Signori del Calcio': "Per me il peggio, in Italia, è il dopo partita - ha raccontato il tecnico del Real Madrid -. Non perchè non mi piace. A me piaceva tanto parlare con Gianluca Vialli, Arrigo Sacchi, tutta gente con un'opinione sincera che ti fa pensare e anche imparare. Dopo una partita, però, noi allenatori siamo stanchi come i giocatori. Dopo una partita uno deve mangiare, andare a casa, riposare. Un'ora di tv era la cosa che meno mi piaceva in assoluto. Quando ero al Chelsea facevo tante domande sull'Italia a Crespo e lui mi diceva che: "quando siamo in Italia, siamo stanchi dell'Italia. Ma quando non siamo in Italia, l'Italia manca". Ed è vero, è un poco vero. Mi diceva anche: "In Italia quando segno un gol durante la settimana lo rivedo in televisione 50 volte. In Inghilterra, se segno un gol e non lo vedo negli highlight della Bbc dopo la partita, non lo vedo più perchè nessuno lo trasmette durante la settimana". Ed è vero, è un poco vero, in Italia è stressante però è bello, è bello".

Bello a tal punto da averne una canaglia malinconia. Probabilmente José non aveva immaginato una storia così irrequieta e poco soddisfacente. Presumibilmente, però, Mou non avrebbe mai pensato di trovare a Madrid un nemico giurato in casa, con quell'antipatico di Jorge Valdano pronto a fargli la guerra un giorno sì e l'altro anche. Continue avversioni e divergenze che in Italia il portoghese vantava esclusivamente con gli avversari, riscuotendo, di contro, un rispetto totale, reverenziale e sincero in seno al proprio club. Una sopportazione pro tempore che, prima o poi, sarà destinata a deflagrare in un nuovo divorzio. Un'esperienza poco gratificante per un tecnico divenuto quasi ingombrante il quale, peraltro ha già sventolato ai quattro venti l'intenzione di cambiare aria. Il suo futuro è legato ad un ritorno, di fiamma. Inghilterra, Premier League, o Italia, Serie A. Tranquillità e pacatezza contro esaltazione stress e tensione. Chissà José cosa deciderà...

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