Un blog nel pallone
Follia omicida a La Spezia. Quello che sembra il titolo di un film in realtà è solo l'ultimo episodio di cronaca di una domenica di ordinaria follia italiota. I fatti purtroppo raccontano di una festa come tante, una notte in un locale per trascorrere tra amici il carnevale. Alcool, musica e consueto svago del fine settimana fino a quando scoppia una rissa all'interno di un circolo Arci assai frequentato dall'indigena gioventù. A innescare la miccia della lite probabilmente un apprezzamento poco gradito ad una ragazza. Poi qualche parola di troppo, spintoni, minacce, riferimenti alla rivalità tra le limitrofe provincie tosco liguri di Massa Carrara e La Spezia ed ecco che il piazzale dell'area retroportuale di fronte al locale notturno si trasforma nel luogo di una terribile e sproporzionata tragedia. Evidentemente la lite iniziata all'interno prosegue fuori e a farne le spese, o meglio a rimetterci la vita è Jonathan Esposito, 27enne padre di un bambino di 2 anni, accoltellato al cuore da un coetaneo di Carrara che poi si è dato alla fuga.
Pare che a far degenerare la contesa sarebbe stato un commento calcistico, amplificato dall'atavica rivalità tra le due piazze di Spezia e Carrara. "Ho visto persone morire per stupidità, ma vedere un padre ucciso per un commento sul calcio è pura follia" dice sgomento un operatore del 118 che, insieme ai colleghi, ha trascorso la notte tra sabato e domenica nel tentativo, vano, di salvare la vita al giovane padre di famiglia spezzino. Erano da poco passate le 4 del mattino quando Jonathan è stato colpito a morte da un codardo imbecille e dissennato omicida. Un omicidio assurdo, iniziato e successivamente degenerato - secondo quello che hanno raccontato i presenti - all'interno del circolo Shake dove si stava svolgendo una festa di Carnevale. Poi la lite, la rissa, che ha coinvolto due gruppi di ragazzi. Un diverbio banale legato al calcio acuito dalla tensione legata ai commenti rivolti dai carraresi all'indirizzo di una ragazza presente nel locale.
Così quella che sembrava una rissa come molte, una tensione che poteva risolversi con i soliti due schiaffi, è invece proseguita all'esterno del locale con spinte, urla e parole di sfida. A questo punto forse Esposito avrebbe reagito, ponendosi di mezzo. Immediatamente la situazione è peggiorata ed è degenerata nel terribile epilogo che ha portato alla morte del giovane. L'assassino di Esposito è stato protetto da tre amici. I quattro, compresa la condizione critica del giovane, si sono immediatamente dati alla fuga. Sembrerebbe anche che qualcuno abbia provato a fermare l'auto su cui viaggiavano e che altri testimoni siano riusciti a segnare il numero di targa. Ma quando sul posto sono arrivati carabinieri, polizia e medici del 118, Jonathan era a terra in condizioni disperate. Il personale sanitario ha tentato di rianimarlo, ma non c'è stato più nulla da fare. Attorno al ragazzo c'erano ancora molti amici, alcuni hanno seguito l'ambulanza nella vana corsa in ospedale, comprendendo cosa era accaduto quando il mezzo ha rallentato e deviato verso l'obitorio. Poco più tardi, l'autore dell'omicidio si è costituito a Carrara. Reo confesso il ragazzo di 27 anni, di Carrara, si chiama Davide Tenerani.
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