Un blog nel pallone
Ci saremmo immaginati un altro epilogo. E, invece, la storia di un amore mai nato e prematuramente naufragato è ora arrivata ai titoli di coda. Avvocati, carte bollate, contratti e, come nei peggiori matrimoni, divorzio. Inutile proseguire perché, ora più che mai, non ci sono i presupposti per provare ad andare avanti. Salvato il salvabile (il Mondiale per Club), l'Inter lascia il suo tecnico che, di fatto, avendo compreso la situazione, ha esternato il suo malumore con tanto di requisitoria ben argomentata ma mal digerita. Una sorta di rottura consensuale, anche se di concordato avrà ben poco. Dimettiti, no licenziatemi. Si litiga, si discute, non ci si mette d'accordo. Sul tavolo ballano tanti milioni e il motivo del contendere, di fatto, è anche il motivo della discussione.
Si discute frettolosamente sulla risoluzione del rapporto in essere e poi si prenderanno le decisioni del caso. Avanti per la propria strada. Con rimpianti e dispiaceri certo, ma pur sempre con le tasche piene zeppe di milioni. C'è chi vorrebbe Mourinho, ultimamente ai ferri corti con la Real casa madridista, ma un'operazione del genere sarebbe fantascientifica e, per i modi e i tempi, parrebbe esclusivamente una sorta di utopica restaurazione dettata solo dalla nostalgia. Impossibile. Il prescelto, il successore designato, il favorito, il prossimo allenatore dell'Internazionale, colui il quale subentrerà al ripudiato Benitez, è Leonardo. Il brasiliano ex del Milan, altro cacciato, ma sempre e tanto apprezzato da Massimo Moratti che ha deciso di prendere lui. Il pacato, competente, elegante ex rossonero Leonardo. Il ragazzo milanista in dissidio con Berlusconi.
Niente Capello, troppo caro, niente Spalletti, legato allo Zenit, niente Mourinho, utopica nostalgia, ma Leonardo de Araujo. Il tecnico perfetto nella mente di Moratti, il personaggio più indicato per prendere in mano l'Inter e guidarla alla risalita, l'uomo più adatto a un futuro da dirigente, un esempio di eleganza competenza e intelligenza che, particolare di non poco conto, conosce Milano a menadito. Una soluzione che quindi ben si concilierebbe con l'ipotetico futuro sogno del patron. Arrivare un giorno a Pep Guardiola e affidare a lui la guida della sua amata creatura. Il contratto è già pronto. Al prescelto non rimane che ascoltare e firmare. All'incirca 2 milioni di euro all'anno che dovrebbero far cadere le ultime remore dettate dal cuore. Saltare il fosso del Naviglio, cambiare sponda e passare agli odiati cugini e nemici. E se l'amicizia con Moratti è cosa nota, la voglia di rivalsa nei confronti di Berlusconi è allettante. Siamo ai dettagli, insomma questione di firme, poi si passerà da subito all'operatività. E così l'Inter avrà il nuovo tecnico da consegnare a stampa e tifosi proprio in prossimità dell'ormai imminente Natale. Un regalo rilevante, per un uomo importante.
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