Un blog nel pallone
Alla buonora. Anche se è meglio tardi che mai... L'ex designatore arbitrale Paolo Bergamo, uno dei principali imputati nel processo denominato Calciopoli, ascoltato ieri dal procuratore federale Stefano Palazzi, in un incontro durato cinque lunghe ore, ha ribadito il concetto che da oltre quattro anni va predicando a destra e a manca: "Con assoluta certezza posso dire che il teorema che ha portato a Calciopoli - a maggior ragione oggi, con le nuove intercettazioni emerse al processo di Napoli - non è più credibile". A dire il vero di quel teorema, di quel processo ignobile, celebrato in fretta e furia negli uffici dello stadio Olimpico di Roma, furono da subito molte, troppe, le circostanze e le prove che non convincevano, ma per unanime volere colpevolista, si decise comunque di agire. E così si inventarono l'illecito strutturato. E la scure di una giustizia sportiva più che mai sommaria si abbatté su molti, in particolare sulla Juventus.
Società che, appresi gli ulteriori sviluppi emersi in seno al processo penale di Napoli che vede imputato Luciano Moggi, l'allora direttore generale messo al patibolo, ha deciso di presentare un esposto alla Federazione per domandare la revoca dello scudetto toltole e assegnato a tavolino all'Inter proprio dalla giustizia sportiva. Si sono attesi quattro anni, ma finalmente anche in via Allegri, sono arrivati i faldoni con le nuove importanti intercettazioni che delineano un quadro della vicenda sostanzialmente differente. La riapertura dei fascicoli, conseguente alla messa agli atti nel processo di Napoli delle nuove clamorose intercettazioni, mai trascritte, sfuggite, forse volutamente ignorate, ha di fatto consentito a Palazzi di tornare sulla questione più controversa e dibattuta che il calcio italiano abbia mai vissuto. Chiacchiere da bar, conversazioni tra amici, favori, richieste di privilegi, colloqui, dialoghi che provano quello che finora lo stesso pubblico ministero di Napoli, Giuseppe Narducci, aveva sempre negato. "Piaccia o non piaccia non esistono altre telefonate" disse, in tempi non sospetti, il pm, in sede dibattimentale.
Evidentemente a molti non piacerà, ma esistono, eccome, molte altre telefonate. Telefonate nelle quali si nota come tutte le società chiamassero l'allora designatore degli arbitri, in particolar modo talune escluse da quel veloce e sommario processo sportivo. "Provo una tristezza enorme perché ho rilasciato le stesse dichiarazioni già rese quattro anni fa", spiega Bergamo, il quale successivamente ribadisce quanto già esposto nel processo di Napoli, che lo vede coinvolto insieme ad altri imputati, fra cui l'ex direttore generale della Juventus Luciano Moggi: "Torno a ripetere le stesse cose e cioè che parlavo con tutti. L'ho sempre detto, e non è una novità per me ammettere che parlavo anche con l'Inter, e quindi con Facchetti e Moratti. Un avvenimento che ha segnato la vita di molti e che se fosse stato approfondito da subito avrebbe avuto sicuramente risultati diversi. Con assoluta certezza, infatti, posso dire che il teorema che ha portato a Calciopoli non è più credibile". Ammesso che lo fosse mai stato. Ora però, a differenza di quattro anni addietro, ci sono anche le prove delle dichiarazioni, ignorate, dell'ex dirigente dell'Associazione Italiana degli Arbitri. Novità che piacciono a qualcuno e molto meno a qualcun altro. Chissà che diranno ora coloro i quali si sono sempre professati innocenti, pur sapendo di essere responsabili dello stesso atteggiamento imputato ad altri? Riusciranno a nascondere la faccia dietro allo scudo della prescrizione?
piaccia o non piaccia la Juventus deve riavere i suoi scudetti e un bel po' di risarcimento danni dai malfattori oppure Serie B o inferiori per Inter e Milan. PALAZZI VERGOGNATI! DI AURICCHIO NON PARLO.
Farsopoli 2006, la scusante di chi non è sportivo e non sa perdere è alla fine. "Piaccia o non piaccia".
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alle 19:42
Enzo Saldutti
La conferma della radiazione di Moggi non scalfisce minimamente la squallida posizione di Moratti che si nasconde dietro il povero Facchetti: comportamento indegno e moralmente nauseante (da sciacallo codardo).
La Juve ha pagato e l'Inter se l'è cavata con la prescrizione: ma l'onta e la vergogna rimangono come una macchia STORICA incancellabile.
Con la vera Juve L'Inter non avrebbe vinto nulla dal 2006 ad oggi (CHAMPIONS compresa e con regali in ogni partita: a ripetizione, a valanga, a tamburo battente).
Questo è.
O no?