Un blog nel pallone
Attacco frontale. La Juventus si corazza: alza lo sguardo e attacca. Il presidente Andrea Agnelli difende a spada tratta l'onorabilità e la storia del club, l'amministratore delegato e direttore generale Beppe Marotta, invece, punta dritto all'avversario. In simbiosi, a braccetto, di petto. I due manager individuano gli obiettivi e nel mirino finiscono Federazione e Milan. Andrea parla di Calciopoli e dice: "Una farsa. Tutti sanno cosa penso e cioè che è stato un procedimento ridicolo. I legali mi hanno detto che non sono riusciti nemmeno a leggere tutte le carte. E' una parte della nostra identità che dovrà essere chiarita al più presto. In questi anni abbiamo abusato della pazienza dei nostri tifosi, ora dobbiamo ancora aspettare le decisioni della giustizia ordinaria. Certo, se si riuscisse ad accelerarla...". Ogni riferimento alle lungaggini del processo di Napoli e all'inconsueto attendismo del procuratore federale Stefano Palazzi in sede di giustizia sportiva, è assolutamente voluto. Agnelli vuole chiarezza, Andrea pretende giustizia. La Juve torna a fare la voce grossa.
Fuori e dentro al rettangolo di gioco. Infatti Marotta lancia la sfida al Milan e spiega: "Il Milan più forte? Il campionato è lungo, ma se il Milan è Ibra-dipendente, noi puntiamo di più sull'organizzazione di squadra. Una squadra che sta colmando anche delle lacune difensive mostrate ad inizio stagione e sta dimostrando di aver appreso i dettami di Gigi Delneri. Ciò che più conta però è che abbiamo ritrovato lo spirito vincente che mancava da qualche anno. Perché noi vogliamo vincere, anche se ci vuole pazienza. Con l'arrivo di Andrea Agnelli la società ha cominciato un'opera di rinnovamento che non è mai facile. Il blasone e la storia di questa società ci obbligano a dare tutto per vincere. Di certo non esiste una squadra forte senza una società forte, e il nostro presidente è molto competente".
Una volta c'era la triade, ora invece Madama ruota attorno al duo Agnelli & Marotta, presidente padrone e massimo dirigente. Una sinergia totale, una stima reciproca, un obiettivo comune: vincere. Proposito che induce Agnelli a dichiarare: "Le condizioni per fare bene ci sono e lotteremo per vincere. Abbiamo una squadra composta da giocatori forti, i più forti, ed il mio principio è di spingerli a fare sempre meglio. E' stato un periodo poco felice della nostra storia, e di certo non ricorderemo con piacere lo scorso campionato. Ho voluto puntare forte su Marotta, e insieme, abbiamo accettato la sfida importante di riportare la Juve nel posto che le compete. Detto questo, se a gennaio ci saranno delle opportunità di mercato importanti le coglieremo di certo, perché il rinnovamento è continuo". In effetti le opportunità ci sarebbero anche, a cominciare da quel Lucas Dominguez Piazon, sedicenne brasiliano di origine italiana, in procinto di vestire la maglia bianconera. E chissà che, considerato il talento sfavillante dell'astro verdeoro, la Juve non abbia trovato il suo prossimo nuovo numero 10...
Moratti in galera
C e' gente che ha la faccia di bronzo. La Juve doveva andare in C e a Marotta rispondo che il Milan allunga e di sicuro e' piu' forte della Juve
Presidente non mollare,vai avanti vogliamo giustizia enon ti fermare.Ci hanno preso per il collo seviziato,sputtanato solo perche' eravamo i migliori.Se ne sono approfittati perché Gianni e Umberto non c'erano piu'.Ora basta dobbiamo farci valere,vogliamo rispetto e giustizia prima ancora di coppe e scudetti.IO SONO CON TE ANDREA, TU SEI IL MIO PRESIDENTE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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alle 18:29
miki foggia
Ormai farsopoli 2006, la scusante dei perdenti e di chi non è sportivo è alla frutta, gli Sportivi italiani, presi in giro per 4 anni, (visto le Verità che vengono fuori dal Processo di Napoli quello Vero), Vogliono la Verità "piaccia o non piaccia".