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Juventus: game over Amauri

Sabato 20 Novembre 2010, 14:00 in I grandi campioni, Personaggi, Serie A, Teste di Calcio, Vista per voi, calciomercato di

amauri ciao ciao.jpgSi stropicciano gli occhi e, purtroppo, si raccolgono i cocci. Sbuffi, respiri pesanti, rassegnazione. Dannazione. Sfortuna. Maledizione. E' finita la sopportazione. Si guarda avanti, si misurano le situazioni e si dipingono gli scenari. E' il mercato di chi ha bisogno di cambiare, di chi deve voltare pagina e tornare a volare. C'è una società che più di ogni altra lavora alacremente per porre rimedio a una consunzione che non accenna a terminare.  Paradossalmente, il miglior attacco del campionato appartiene alla squadra con il reparto più sguarnito, quello meno attrezzato. Tra le grandi, infatti, la sola Juventus lamenta la mancanza di un vero bomber, di un cannoniere, di un centravanti di sfondamento. Sorretta, finora, dalla lucida verve di Fabio Quagliarella e dalla comunque incostante presenza di Vincenzo Iaquinta, aggrappata alle invenzioni di un evergreen come Alessandro Del Piero, alla faccia dei suoi buoni 36 anni, e al risveglio del desaparecido Carvalho Amauri, più avvezzo all'infermeria che al campo, la Vecchia Signora, che troppo presto si è sbarazzata di David Trezeguet e troppo tardi ha mollato la presa su Edin Dzeko, non è sola, né abbandonata e nemmeno triste o sconsolata. Forse perché l'impianto di gioco di Gigi Delneri funziona come un orologio svizzero e, quindi, grazie anche al supporto di Milos Krasic, Claudio Marchisio e di altri marcatori straordinari, l'assenza dell'ariete pare meno evidente, meno determinante. Ma non per questo trascurabile, e men che meno accettabile.

Ragion per cui Beppe Marotta, insieme al fido collaboratore Fabio Paratici, e di concerto con l'interessato presidente padrone Andrea Agnelli, guarda, valuta, sonda, pianifica. Studia le situazioni, monitora le occasioni. Alla Juve serve cambiare, e anche se già lo ha fatto, e tanto, la scorsa estate, la rivoluzione deve giocoforza continuare, affinché il progetto di restaurazione trovi concreto compimento. Gli altri hanno frombolieri come Ibra, Pato, Eto'o, Pandev, Milito, Vucinic, Borriello, Cavani, Lavezzi, mentre alla Juve manca la cosiddetta prima punta di sfondamento, il centravanti capace di fare reparto da solo. Un'assenza che, ovviamente, coincide con l'involuzione di Amauri, colui il quale, pagato quasi 25 milioni di euro poco più di due anni addietro, continua a disattendere le aspettative, a sfiduciare chi riteneva di poter contare su di lui. Sfortuna, destino, testa, morale, fragilità fisica. Probabilmente è già finito il suo tempo in quel di Torino. Con buona pace del bilancio e dei tifosi che da un pezzo ormai, non credono più al brasiliano d'Italia che a Palermo sembrava un extra terreste e a Torino si è tramutato in una sorta di fantasma.

Dzeko, Torres, Benzema, Suarez, Forlan, Cassano, Matri, Pastore, Gilardino, Fabiano, Pazzini . Tanti nomi sul taccuino, pochi spicci nel borsello. La neo triade bianconera (Agnelli, Marotta, Paratici) è costretta a ragionare sul futuro da impostare. Pezzi, incastri, puzzle, tra gennaio e giugno, tra economia e bilancio. Il sogno bosniaco rimane il primo vero obiettivo, ma la possibilità di provare a infastidire le altrui ambizioni di vittoria potrebbe indurre a una sterzata. A un perentorio cambiamento di rotta. Per tentare l'assalto, arrivare a un bomber già in inverno e lanciare, così, la volata al campionato. Operazioni congiunte ma slegate, trattative parallele, realtà che impongono cautela e tenacia. Lungimiranza e sagacia. Arrivasse Benzema, in prestito secco con diritto di riscatto, i soldi destinati all'affaire Dzeko sarebbero dirottati altrove, magari a quel genialaccio di Pastore. Altrimenti, qualora si riuscisse a conquistare qualcosa in più di un accordo verbale con il Wolfsburg, già a gennaio, l'operazione immediata potrebbe mutare e quindi spuntare un attaccante diverso, magari il talento di Bari Vecchia, a patto che Garrone dia il suo personale benestare all'affare. E poi c'è sempre quel Pastore, quel giocatore che Platini stesso ha consigliato e che Zamparini ha negato, ammettendo però che la Juve, di fatto, ci ha già provato. Grandi manovre: immediate e distribuite tra gennaio e giugno. Perché l'unica certezza, ad oggi, è che la davanti si deve cambiare, e tanto.

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