Un blog nel pallone
Silenzio, parla il Re. Il sovrano del mercato, il più scaltro dei procuratori, il manager dalle operazioni impossibili. Raiola, Mino Raiola, l'agente, tra gli altri, di Zlatan Ibrahimovic e Mario Balotelli. Sulla cresta dell'onda da ormai molti anni, l'ex pizzaiolo italo olandese cresciuto a 'pummarola' e pallone, nell'ultimo lustro ha assunto il ruolo di fuoriclasse dei trasferimenti. Chi si lega a lui, chiunque gli affidi la procura, ne trae sicuro giovamento. Sia in termini di risultati, che, e soprattutto, dal mero punto di vista pecuniario. Mino, infatti, assiste i suoi 'eletti' con dedizione e lungimiranza, lavora nell'ombra, tasta, sonda, parla, pianifica e alla fine soddisfa tutti, o quasi. Perché talvolta per riuscire nell'impossibile si è anche costretti a scontentare qualcuno. Come è accaduto al Barcellona. Lui però tira dritto per la sua strada e con un potere di persuasione notevole e una percentuale di riuscita impressionante spesso arriva dove vuole. E' l'indiscusso uomo mercato, il procuratore più luminoso e accalamato, l'agente delle operazioni impossibili. Balotelli al Manchester City, Ibra dall'Ajax alla Juve e poi all'Inter e poi al Barça e infine al Milan.
La sua base operativa ha sede a Montecarlo, ma in Italia è di casa almeno quanto in Olanda. E così, intervistato dal settimanale GQ, Carmine Raiola, cui è dedicata anche la copertina della popolare rivista maschile, svela alcuni esclusivi retroscena che lo hanno coinvolto di recente, con i suoi due assistiti più illustri. Parla del campionissimo svedese e racconta: "Ibra mi chiese di portarlo via da Barcellona perché si vergognava di rimanere lì - rivelando poi che fu lo stesso Zlatan a suggerirgli la procura di SuperMario l'italiano -: Non solo. Ibra mi ha anche consigliato di seguire Balotelli perché lo considera più forte di lui quando aveva la stessa età. Il problema, però, - aggiuse Ibra - è che anche Balotelli si crede più forte di Zlatan...". Poco male perché oggi Ibra è al Milan e Mario ha lasciato Milano per Manchester. Il problema piuttosto si porrà qualora il sogno del giovane e virgulto colored della Nazionale azzurra trovi compimento. Come? Ovviamente indossando la maglietta della squadra per la quale fa il tifo...
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