Un blog nel pallone
Eccolo qua. Non è tornato e chissà se mai lo farà. Però ci manca, già perché a dispetto di tutto, ci manca tantissimo. Lo Special One è unico per definizione, unico per capacità e ingegno, unico al mondo per acume, sagacia e carisma. Tutti zitti, parla Mourinho. Elogia il Milan nella conferenza stampa prepartita, riserva la solite, note, stilettate al veleno, dispensa consigli, direttive, opinioni e colpisce nel segno. Come solo lui sa fare. Si gioca la partita, lui la prepara benissimo, il suo Real domina il Milan, colpendolo laddove deve, evidenziandone lacune e debolezze, e alla fine si gode la solita, giusta ovazione. "Abbiamo giocato con una dinamica fantastica, potevamo chiudere la partita dopo i primi due gol. Saper gestire i ritmi e il pallone era quindi un test, subito dopo, per la mia squadra: arrivano tre punti importantissimi per noi, per questa squadra molto giovane eccezion fatta per Casillas e Carvalho. La squadra fa molto bene, cresce: qui si parla di galattici, ma non è vero, Questi ragazzi hanno giocato alla grande contro campioni abituati al pacoscenico della Champions League. Sono ragazzi che vogliono lavorare, vincere e imparare. Questa mi sembra una vera squadra".
E come no? Dopo solo tre mesi di cura Mou questa squadra fa già paura, tanto che, avanti di questo passo, il Real Madrid di Mourinho è sulla trada per diventare un vero e proprio capolavoro calcistico. Tra una carezza alla pelata di Galliani, una battuta sul collega Allegri, una sviolinata a Ibra, una provocazione su Inzaghi e un monito sulla forza del Milan, lo Special One le azzecca tutte. E ancora una volta dimostra al mondo di valere tanto oro quanto ne guadagna. "Se ho sentito aria di derby? No, devo dire di no. Prima di tutto ho avuto sempre un rapporto molto positivo con l'ambiente Milan, tra giocatori e dirigenti. Qualche parola più forte a volte, ma nulla di più. Ma niente aria di derby, l'Inter adesso ha fatto passi avanti, è di un'altra dimensione: magari qualche anno fa esultavano i tifosi per una sconfitta del Milan, ora loro sono campioni d'Europa ed esultano per le loro vittorie. Se mi manca l'Italia? Eh, forse un poco. Però qui poche interviste, subito a casa dopo la partita, cinque minuti di conferenza stampa e via. Galliani? L'ho salutato è affettuoso, si è pure fatto male. Ma anche Tassotti e i giocatori, li conosco e non c'è nessun problema: abbiamo vissuto nella stessa stagione per due anni...". Chissenefrega. Intanto alla fine, e come sempre, ha vinto lui. Con buona pace di Galliani, di Allegri, di Ibra (ectoplasma), di Inzaghi (comparsa) e dei vecchi tifosi interisti cui già luccicano gli occhi... Insomma il solito Special One, in poche parola un vero numero uno. Chapeau.
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alle 16:23
pollicino
altro che lucciconi agli occhi,vederlo sedudo su quella panca sono stati dolori........
non invidio i tifosi madridisti tra un paio di stagioni.........
Grande MOU