Un blog nel pallone
Il Bisiaco si è stufato. Alla veneranda età di sessantaquattro anni ha deciso che è ormai giunto il momento di staccare la spina e pensare a godersi l'immane fortuna accumulata in tanti anni di lavoro. Prima come calciatore e poi come allenatore. Sempre al top, sempre sulla cresta dell'onda. Un numero uno. "Purtroppo sono vecchio, non ho più tempo. Questa sarà la mia ultima esperienza in panchina". Con questa rivelazione il c.t. dell'Inghilterra, Fabio Capello, risponde a chi gli domandava se guardando da lontano il calcio italiano fosse aumentata o diminuita la sua voglia di tornare a lavorare in patria. "Però mi fa tristezza vedere gli stadi vuoti e in mano agli ultrà, oltre alla continua lotta con gli arbitri - chiosa Capello -. Se non miglioriamo, non riusciremo a venirne fuori".
Da sempre in prima linea nella personale condanna al mondo ultras, l'ex allenatore di Milan, Real Madrid, Roma e Juventus spiega i motivi che contraddistinguono l'Inghilterra dal Bel Paese: "Lì i tifosi ti possono insultare con i cori, ma c'è rispetto. Chi lancia oggetti in campo viene portato via dagli steward, in tv si usa poco la moviola e i giocatori devono rispettare gli arbitri. Quando un anno e mezzo fa, qualche calciatore ha contestato il direttore di gara è stato chiarito che chi si fosse avvicinato all'arbitro sarebbe stato espulso e squalificato. Eliminare le barriere tra campo e spalti sarebbe un'altra innovazione positiva. Le immagini dei disordini di Genova hanno fatto male a chi come me è stato in Spagna e Inghilterra, dove cose del genere non succedono".
Fabio, tuttavia, non smetterà oggi e nemmeno domani. Il suo addio al calcio coinciderà con la scadenza naturale (o forzata) del mandato che lo lega alla nazionale inglese, con la quale è impegnato per le qualificazioni a Euro 2012. Dopo l'iniziale adulazione, oltremania, Capello ha perso credito, per via della debacle mondiale della scorsa estate, e la stampa non perde occasione per attaccarlo. Lo farà certamente anche dopo quest'ultima esternazione. Ma lui è un duro, il bisiaco ha la scorza resistente e la tempra della sua terra, per cui resiste, forte del contratto e della cifra che percepisce. E, comunque vada a finire l'avventura alla corte della Regina, la sua pensione sarà dorata. Anzi, probabilmente non gli basterà il tempo per ingegnarsi su come spendere le montagne di quattrini accumulati in quasi 50 anni di onorata carriera nel mondo del pallone.
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