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La 'storia infinita' di Zlatan Ibrahimovic: lo zingaro del pallone

Domenica 29 Agosto 2010, 13:00 in Audio e Video, Calcio Estero, Calciopoli, Campagne, Champions League, Colpo basso, Comunicazioni, Frasi celebri, Highlights Partite, I grandi Campioni - video, Nazionale, Serie A, Teste di Calcio, Teste di mondiale, Top e Flop, Vista per voi, calciomercato di

tutto%20inizio%20cos%C3%AC.jpgTutto iniziò così. Sei anni fa, di questi tempi, erano circa le ultime ore, anzi gli ultimi secondi del calciomercato, un giocatore che molti ritenevano talentuoso, e altri una scommessa, si affacciò di prepotenza alla ribalta mediatica del circo pallonaro italiano. Il colpo, con un vero e proprio blitz, lo realizzò l'allora direttore generale più abile, competente e lungimirante d'Italia. Tal Luciano Moggi da Torino (Juventus) che per una cifra inferiore ai 20 milioni di euro ingaggiò dall'Ajax un ventitreenne di belle speranze considerato però una 'testa calda', un potenziale fuoriclasse dal carattere complicato, un tipo difficile insomma. Era la Juventus del dopo Lippi, era la Juve del primo anno di Fabio Capello. E, certo, era la Juve di Giraudo, Moggi e Bettega. La celeberrima triade. Era la Juve, quella che poi non è più stata. E quello slavo di Malmoe, Svezia, cresciuto a pane e pallone nei sobborghi della sua città, da subito mostrò le cosidette stimmate. Fin dal principio si capì che il vecchio volpone, che una volta faceva il capostazione, ancora una volta ci aveva visto giusto, indovinando l'acquisto migliore, il più importante, quello decisivo.

Fabio Capello, da buon intenditore, gli diede subito ragione e già a Brescia, alla prima occasione, lanciò quel lungagnone dotato di tecnica sopraffina e di colpi di genio sconosciuti ai più. Correva l'estate del 2004 e il mondo scoprì Ibrahimovic. Non che prima fosse uno sconosciuto, anzi, ma da quel momento in poi la Vecchia Signora lo mise in vetrina e tutto il pianeta si fermò a guardarlo. Lo sguardo divenne subito stupore e, successivamente, ammirazione. Uno scudetto, poi un altro. Classe cristallina e polemiche, espulsioni, squalifiche e provocazioni. Era fatto così, lo zingaro di Malmoe era un puledro di razza difficile da domare. Chi non si ricorda quel colpo di tacco a liberarsi, la corsa, il tiro e il conseguente gol che all'Olimpico di Roma gli valse gli applausi e l'unanime apprezzamento. Forte, fortissimo e decisivo: Zlatan Ibrahimovic. Dopo il secondo scudetto, da scontento, c'era di mezzo un ingaggio da adeguare, un rapporto conflittuale (con Capello) da sopportare, ecco l'inattesa 'bomba' del pallone. Telefonate, registrazioni, scandali: Calciopoli. La Juve è in prima fila, così almeno succede a cominciare da quel lontano maggio del 2006.

Lui, dapprima, sembra non capire, poi fa finta di niente, spende buone parole per il diggì accusato, ma la Guardia di Finanza in casa, un'estate torrida, un futuro incerto, il malcontento lo conducono alla forzata voglia di separazione. Addio, io me ne vado. Dove? Pareva al Milan, ma il club del Presidente è anch'esso coinvolto nel marasma pallonaro dell'estate Mondiale e così lui dice sì all'Inter. Già proprio l'Inter, quella che in fretta e furia si prende lo scudetto che lui aveva appena vinto sul campo e che, al contempo, accusava lui e i suoi compagni di malaffare. Arriva ad Appiano Gentile per poco più di 20 milioni (circostanze forzate quelle della sua cessione) e ai nuovi tifosi confessa di tifare Inter da quando era piccino. Con la Beneamata vince titoli in serie: tre consecutivi, al primo in nerazzurro, il terzo consecutivo per lui dacché si trova in Italia, sopporta anche i compagni cantare: "Noi vinciamo senza rubare". Ogni riferimento a chi e come vinceva prima non è puramente casuale. Cresce, migliora, tecnica e temperamento. Vince anche il titolo di capocanniere, lui che un goleador non lo è mai stato.

Poi però mugugna, tre anni a Milano iniziano a pesargli, vuole cambiare aria, viaggiare e conoscere altre realtà, vede lidi più intriganti e, forse, pensa che alla fine la spiaggia catalana sia migliore di quella dell'Idroscalo. Borbotta, si incupisce, chiama Mino (Raiola) e Mino ascolta, vede e provvede. Vuole Il Barcellona, campione d'Europa, vuole giocare nella Liga, vuole misurarsi con altre realtà in una città bellissima e in una squadra stellare. Detto, fatto. Per l'astronomica cifra di 70 milioni di euro (50 + Eto'o) lo svedese sveste il nerazzurro per il blaugrana. In Catalunya Zlatan conosce Messi, la Pulce, una stella assoluta del firmamento calcistico e, per la prima volta, conosce l'ombra di un campione più luminoso, celebrato e decisivo di lui. Ci convive, cerca di fare del suo meglio, ma alla fine qualcosa non quadra. Come può lui, primadonna del pallone, finire in panchina in favore di un piccolo furetto argentino e per di più come gli si può preferire un giovane sbarbatello della cantera? Roba da pazzi. Come se non bastasse il suo Barça affronta l'Inter in Champions League. Ibra era venuto in Spagna proprio per vincere la Coppa ma, ironia della sorte, i suoi ex compagni gli fanno lo sgarbo di eliminarlo e, per giunta, di alzare il trofeo in quel di Madrid poco dopo. 

Pep Guardiola capisce che il suo ego non è secondo al principio di squadra e spesso gli preferisce Pedro e Messi, magari anche Bojan Krkic. A maggio il Barcellona acquista David Villa. Poi il Mondiale, vince la Spagna. Lui guarda, pensa e ripensa. Guadagna 12 milioni di euro all'anno, ma il mister non lo vede. Chiama Mino, che lo ascolta ma è in altre cose affaccendato, perché c'è da sistemare il giovane colored italiano più bravo di sempre, che, di suo, ne ha le scatole piene di stare a Milano e vuole andare a Manchester. Concluso il passaggio di Mario Balotelli alla corte di Mancini, Raiola si fionda a Barcellona e inizia a ragionare e lavorare su Zlatan. Dichiarazioni, smentite, provocazioni, telefonate, abboccamenti e molto altro ancora. La tela di Raiola è ampia e articolata. La tesse da Barcellona a Milano, così come aveva fatto l'estate precedente, ma al contrario. Il viaggio di ritorno è pianificato. Occorre fare in modo di realizzarlo. Nella ragnatela finiscono Galliani, Braida, il Milan e, ovviamente, Zlatan e il Barça. Giorni, notti e ore convulse prima che tutto vada al suo posto. Così come Mino Raiola ha pensato e voluto. Il resto è cosa nota. Ibra è del Milan. Prestito iniziale con riscatto obbligato a 24 milioni di euro. Noccioline. Dopo Ajax, Juve, Inter e Barça, lo slavo più bravo del pallone veste la maglia rossonera. Sarà finita qui? Non ci scommetterei...

 

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10
10 commenti
10
05 Ott 2010
alle 02:42

GIUSEPPE

spacca lo spogliatoio?nn mi pare ah come rosicate interisti con il vostro caro milito che nn segna neanche a porta libera piu' mi rivolgo a voi interisti perche' vi ritengo gli antagonisti principali per lo scudetto la juventus neache la cito fa cacare bonucci e compagnia ma addo cazzo volete anna'

9
17 Set 2010
alle 18:09

Tonio Rotti

maleducato e poco gentile si vergognasse

8
04 Set 2010
alle 12:18

ciao

zingaro

7
31 Ago 2010
alle 08:57

Gennaro

VEDRETE: gli distrugge lo spogliatoio al milan uno così

6
30 Ago 2010
alle 16:09

Bepy Rossi

che nostalgia a leggere e pensare a quei momenti: la Juve che non esiste più, Ibra che arriva in Italia da quasi sconosciuto e diventa uno dei più forti di tutti i tempi.

In bocca al lupo Zlatan!

5
29 Ago 2010
alle 19:25

Ale

Grande Ibra, facci vincere lo scudetto! finalmente hai scel.to la squadra giusta di Milano!!!!!!!

4
29 Ago 2010
alle 19:20

enrico

è sicuramente un giocatore fortissimo ma non mi spiego come mai a quel prezzo non lo abbiamo cercato anche altre squadre come Chelsea, Real Bayern, Manchester ecc ecc. ci sarà qualcosa dietro o lui voleva solo il Milan? In ogni caso l'attacco del milan è stellare, ma dietro non sono così forti. sono d'accordo con Silvio: vedremo! Ciao.

3
29 Ago 2010
alle 17:24

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2
29 Ago 2010
alle 15:46

silvio

a parte il fatto che come al solito il barcellona glielo ha regalato, secondo me Ibra è un grandissimo colpo per questo milan che così torna quasi ai livelli dell'inter davanti, ma dietro e in mezzo al campo il milan non è davanti a nessuno anzi è dietro a juevntus, Roma e tante altre. vedremo

1
29 Ago 2010
alle 15:24

GINO

SECONDO ME E' SOLO UN MERCENRAIO ATTACCATO AI SOLDI E QUEST'ANNO SPACCHERA' LO SPOGLIATOIO DEL MILAN CIAO

FORZA INTER

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