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L'Italia di Cesare Prandelli

Venerdì 2 Luglio 2010, 12:00 in Audio e Video, Campagne, Comunicazioni, Euro, Frasi celebri, I grandi Campioni - video, Mondiale, Nazionale, Serie A, Sudafrica 2010, Teste di Calcio, Teste di mondiale, Top e Flop, Vista per voi di
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La scelta era nota da tempo, precisamente dallo scorso 30 maggio quando con una nota la Figc ne aveva annunciato l'ingaggio, ma mancava ancora l'investitura ufficiale. La presentazione: dal 1 luglio, Claudio Cesare Prandelli, da Orzinuovi, provincia di Brescia, è il nuovo Commissario Tecnico della Nazionale italiana. Toccherà all'ex allenatore della Fiorentina prendere in mano i resti di una squadra che fu campione del mondo e che ora, invece, è reduce da un'eliminazione al primo turno. Sarà lui a gestire il ricambio generazionale e, soprattutto, il rilancio di una delle nazionali più vincenti e blasonate del pianeta. Il testimone lasciatogli in dote da Marcello Lippi non è propriamente dei migliori. La delusione sudafricana è ancora viva e dolorosa in tutti. Ma Prandelli ci proverà lo stesso, tenterà, come negli anni ha ampiamente dimostrato di saper fare, di riportare l'Italia nel gotha del calcio mondiale. Un contratto di quattro anni, caratterizzato dall'Europeo in Polonia e Ucraina e poi dal Mondiale in Brasile.

Una ventata di freschezza e novità dopo la restaurazione voluta con il Lippi bis. Coraggio, disciplina, chiarezza, idee e meritocrazia senza preclusione alcuna rispetto al Club Italia. Con queste credenziali Prandelli costruirà la sua Italia, che sarà volutamente differente rispetto a quella del predecessore. Avrà un occhio di riguardo per il talento e per le qualità individuali, pescherà tra gli oriundi purché giochino bene e siano funzionali, cercherà di fare del suo meglio perché questo "è il punto più alto della mia carriera di allenatore". Dopo la restaurazione, quindi, è giunto il tempo del rinnovamento perché, senza fare rivoluzioni, la lezione subita al Mondiale deve servire a comprendere i tanti errori commessi in passato, a cambiare, seminare e, infine, finalmente raccogliere. Concluso un ciclo, se ne aprirà un altro. Il declino del movimento impone una riflessione generale sul nostro calcio e su come pensare al futuro. A cominciare da Claudio Cesare Prandelli che pare avere già le idee chiare. Spazio ai giovani, alla meritocrazia e al talento, niente dogmi sui moduli, e tanta voglia di lavorare. E' un buon punto di partenza. Buona fortuna al cittì.

Il video della conferenza stampa di presentazione:

 

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