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Follia e delirio a Verona: uccide il padre per vedere la finale di Champions League

Martedì 1 Giugno 2010, 10:30 in Champions League, Colpo basso, Comunicazioni, Fuori di Teste, Serie A, Teste di Calcio, Vista per voi di
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Squilibrio, follia, delirio. Un'altra morte per una partita di pallone. Un omicidio che, tuttavia, c'entra poco o nulla con il calcio che, in questo caso almeno, è mero pretesto, occasione, motivo di delitto. In famiglia. Un figlio uccide il padre. Ucciso, fatto a pezzi e poi occultato in un bidone nel garage di casa. E' successo a Verona. Il 22 maggio. La sera di Bayern Monaco - Inter. Finale di Champions League. Lui, Piergiorgio Zorzi, 22 anni, sta guardando la partita, Giorgio, il padre, gli intima di abbassare il volume del televisore, eccessivamente alto e, quindi, fastidioso. La cosiddetta goccia che fa traboccare il vaso della follia omicida. Piegiorgio non capisce più nulla e in un raptus di insano delirio colpisce il genitore con due pugni e poi lo accoltella alla gola, sul fianco e alla schiena. Lo lascia a terra e, con sconcertante tranquillità, esce sul pianerottolo a fumarsi una sigaretta per accertarsi che nessuno abbia visto o sentito nulla. Poi rientra e osserva il padre agonizzante trascinarsi fino alla camera da letto in cerca del telefono, nel tentativo di chiedere aiuto. Invano. Le ferite mortali non gli lasciano scampo e spira prima di riuscire a dare l'allarme. Il figlio osserva la scena e, successivamente, decide di andare a dormire.

Il giorno dopo, domenica, Piergiorgio l'omicida, si alza tardi, prende il bidone utilizzato per i rifiuti organici e tenta di infilarci dentro il corpo del padre. Impresa difficile, non ci entra e così con l'ausilio di una sega lo fa a pezzi. Ne farà cinque di pezzi. Un paio d'ore per riempire il bidone e riportarlo in garage. Un'efferatezza sconcertante. Una famiglia difficile. La mamma, ammalata di sclerosi multipla, era ad assistere l'anziana genitrice, a sua volta malata. Figlio e padre non andavano d'accordo, un rapporto, quello tra i due, caratterizzato da continui e accesi litigi, come testimoniano i vicini di casa. Insomma una situazione problematica. Nove giorni prima di scoprire il terribile fatto. Da quella sera di sabato 22 maggio, televisione accesa sulla finale di Champions League, volume alto, a lunedì pomeriggio. Proprio un vicino di casa, disturbato da quell'insopportabile odore di carne putrefatta, ha avvertito la polizia. Il dirigente della squadra Mobile scaligera, Giampaolo Trevisi, e gli altri agenti hanno trovato il giovane Piergiorgio Zorzi mentre camminava in giardino e fumava una sigaretta. Si sono fatti aprire la porta e hanno fatto la macabra scoperta: un piede, un braccio, una gamba, un uomo fatto a pezzi. Davanti al pubblico ministero, Elvira Vitulli, il ventiduenne non ha impiegato molto a confessare. "Mi ha fatto arrabbiare, voleva che abbassassi il volume della tv", ha raccontato, spiegando poi i crudeli e folli dettagli dell'omicidio commesso.

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