Un blog nel pallone
Lacrime. Di gioia, di felicità, di soddisfazione. Lacrime di tensione. Lacrime di dispiacere, sofferenza e delusione. Piange l'Inter, che ha vinto la Champions League dopo 45 anni, piangono i giocatori che l'hanno vinta per la prima volta nella vita, piange il presidente Massimo Moratti che ha coronato il sogno cullato fin da adolescente, piange lo staff tecnico e societario, piangono i tifosi, increduli ma soddisfatti. E piange anche Josè Mourinho. Lui che la Coppa l'aveva già vinta e che ora è sul tetto d'Europa. Piange perché se ne va. Ma perché piange se se ne vuole andare? Ha già deciso. Cerca altre sfide, altri record, rincorre il mito. Ma piange. In panchina, in campo, con il presidente, con i giocatori e con Marco Materazzi. Ecco, il video che ha fatto il giro del mondo dello Special One con Matrix fuori dal Santiago Bernabeu. Le immagini che hanno commosso milioni di interisti. Lacrime che suggeriscono una provocazione: "Mou non piangere, per non soffrire è sufficiente rimanere".
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