Un blog nel pallone
Ecco fatto. La Procura della Figc ufficializza l'apertura dell'inchiesta denominata ‘Calciopoli 2'. Stefano Palazzi rompe gli indugi e, nelle prossime ore, ai sensi della legge 401 sulla frode sportiva, chiederà al presidente della nona sezione del Tribunale di Napoli, Teresa Casoria, l'acquisizione del materiale probatorio oggetto di perizia nel processo penale. Insomma verranno acquisite, studiate e vagliate le trascrizioni del perito sulle cento nuove telefonate depositate come prove presso il foro partenopeo dal pool difensivo di Luciano Moggi. Gli investigatori della procura inizieranno, quindi, ad indagare i nuovi soggetti coinvolti, e rimasti finora estranei alla vicenda, delineando verosimilmente lo scenario definitivo dello scandalo più fragoroso che abbia mai investito il calcio italiano. E, una volta attesi i tempi della giustizia ordinaria, inizieranno gli interrogatori. Quindi saranno ascoltati i protagonisti delle nuove telefonate: tra gli altri i dirigenti Moratti, Cellino, Pradè, Foschi, Spalletti, Foti e gli arbitri Ayroldi e Trefoloni. Una svolta che, quattro anni dopo il primo processo sportivo, si propone la volontà di fare chiarezza su una realtà che, per quanto emerso nelle ultime settimane, fu sostanzialmente discutibile e parziale.
Molte le verità ancora da capire, da spiegare, tanti gli interrogativi cui dovranno rendere di conto i nuovi soggetti coinvolti, dall'Inter al Cagliari, da Pradè a Spalletti. Personaggi che, fino a questo momento, la prima inchiesta non aveva toccato e che invece ora, a distanza di quasi un lustro, si è scoperto avere e intratenere rapporti simili a quelli contestati in passato ad altri. Indagini, interrogatori, ricerca di una verità più completa ed esaustiva che tuttavia potrebbe risultare viziata e, in ogni caso, condizionata dallo spettro della prescrizione. Questo sarà il vero nodo attorno al quale si incentrerà il via vai cui assisteremo fra poco più di un mese, cioé quando la procura federale entrerà nel vivo della sua indagine. Prescrizione per dirigenti e club, reiterazione, revocazione? Insomma il rischio è quello che, quand'anche vengano accertati nuovi (vecchi) reati, il tutto sia giuridicamente prescritto. C'è chi sostiene, e si tratta di esperti di diritto sportivo, che tacendo quei rapporti, che invece per altri divennero motivo di reato e di condanna, ci sarebbe reiterazione e, di conseguenza, si dovrebbe optare per una sorta di revocazione di quel processo, (sportivo s'intende), rivendedolo in toto, ragionando di conseguenza sul nuovo scenario più chiaro e imparziale che si verrebbe a delineare. C'è chi, invece, ritiene che non ci siano i termini per procedere perché, di fatto, sono passati troppi anni.
E nemmeno la soluzione politica che, eventualmente, vedrebbe un Giancarlo Abete, presidente della Figc, incaricarsi di una possibile revoca dello scudetto del 2006 assegnato in fretta e furia ad un'immacolata Inter, ora invece coinvolta nella vicenda, potrebbe rappresentare una sorta di giustizia. E, anzi, la qual cosa non farebbe altro che confermare l'assoluta sfortuna di quell'estate, la più totale parzialità di quel processo. Si delineerebbe una soluzione di circostanza, trincerandosi dietro alla ‘vergogna' della sopraggiunta prescrizione. Si tratterebbe quindi di un'ennesima giustizia parziale. Perché nel caso in cui venisse per davvero accertato che altri soggeti erano coinvolti (e hanno taciuto, sdegnandosi e vantandosi invero di una sorta di illibatezza), la logica e la giustizia imporrebero altre valutazioni: o si rivede nella sua totalità il processo sportivo con le relative condanne e quindi, si soppesano con giudizio equanime tutti gli imputati, oppure saremmo all'assurdo. Quattro anni fa ci venne spiegato che, per differenti ragioni, la giustizia sportiva non doveva, e men che meno poteva, funzionare come quella ordinaria, né nei modi, nè tantomeno nei tempi. Dunque, ammesso e non concesso che, dalle future indagini, il quadro della situazione ne risulti modificato, coloro i quali sono stati coinvolti, e più in generale l'Italia tutta, nel rispetto della credibilità di un sistema, meritano egual considerazione, lo stesso giudizio. In barba a eventuali e comode prescrizioni, alla faccia di iprocrisie taciute o malcelate. Altrimenti come spiegare a chi ha pagato un conto più che salato che la ‘legge è uguale per tutti'.
miki foggia Dice:
maggio 7, 2010 alle 4:26 pm | Replica
Quali sono le differenze delle telefonate di Moggi con le telefonate degli altri?
Moggi non ha mai parlato con gli arbitri a telefono altri si?
Le schede sim svizzere sono intercettabili (infatti vi sono un paio do tele fonate di Moggi intercettate dai carabinieri con sim svizzere e solo tre schede regalte da Moggi due a Bergamo, che ha dato una a Pairetto esaurito il traffico è stata buttata), e una al papa di Paparesta colla boratore/consulente di Moggi ), perche non hanno intercettato le schede sim svizzere?
Anche altri si rifornivano dello steso materiale in svizzera, perche non sono stati intercettati?
Perchè, se si pensava che vi erano schede sim svizzere date ad arbitri ed altri non si è provveduto a fare dei blitz per sequestrarle?
La procura di Napoli ha reagito dopo la pubblicazione delle telefonate tra Moratti e Bergamo parlando di un tentativo di “fare disinformazione” e sottolineando che l’esistenza di una telefonata non rappresenti necessariamente un reato. La cosa che però lascia molto perplessi arrivati a questo punto, è che il Pm Giuseppe Narducci in data 27 Ottobre 2008, nella sua requisitoria di apertura del processo celebrato con rito abbreviato nei confronti di 11 imputati, tra i quali Antonio Giraudo, aveva smentito categoricamente l’esistenza di altre telefonate che riguardassero altri dirigenti; ”balle smentite dai fatti” per usare le sue parole.
Lo scopo era quello di liquidare la tesi sostenuta da diversi imputati, tra i quali Moggi e Giraudo, seconda la quale ad intrattenere rapporti con i designatori erano tutti i dirigenti di tutte le squadre e che la cosa fosse normale e risaputa. Queste le parole del Pm Narducci nella sua requisitoria:
”Piaccia o non piaccia agli imputati non ci sono mai telefonate tra Bergamo o Pairetto con il signor Moratti, o con il signor Sensi o con il signor Campedelli, presidente del Chievo. Ci sono solo quelle persone (gli attuali imputati, ndr), perché solo quelle colloquiavano con i poteri del calcio. I cellulari erano intercettati 24 ore su 24: le evidenze dei fatti dicono che non e’ vero che ogni dirigente telefonava a Bergamo, a Pairetto, a Mazzino o a Lanese: le persone che hanno stabilito un rapporto con questi si chiamano Moggi, Giraudo, Foti, Lotito, Andrea Della Valle e Diego Della Valle
La juve ha pagato "sono juventino e scusate in anticipo per la mancanza di .,ecc.ecc." ed era giusto che pagasse ma i signori di Milano, se lo sono veramente, dovrebbero per prima cosa rinunciare allo scudetto del 2006 ed in un secondo tempo magari dopo aver festeggiato il terzo titulo" oramai in italia come dei cretini usiamo il vocabolario mourinhano" chiedere scusa per come sono stati vigliacchi e falsi a giustificare i loro innumerevoli anni senza vittorie importanti causati a loro dire dal comportamento disonesto della dirigenza juventina del periodo. Onesti e immacolati anche loro non lo erano e forse il telefono lo usavano meglio di Moggi. Sono diventati forti facendo smembrare uno squadrone come la juve del 2006 che ha dovuto svendure 2 dei suoi giocatori più forti ibrahimovic e vieirà a loro stessi e altri cinque a barcellona, fiorentina e real madrid non al siena alla reggina ed al livorno e al lecce con tutto il rispetto per loro e che non dobbiamo dimenticare aveva in finale della coppa del mondo del 2006 appena 9 giocatori su 22 ed un allenatore di storia juventina e scusate se è poco.
sempre troppo tardi, e che provino a venire a parlare di prescrizione!!!!
In un mondo come quello dello sport,trovo volgare e vergognoso permettere certi atteggiamenti anti sportivi, nel mondo del calcio, con la scusa della prescrizione (es pass.. falsi).e adesso anche intercettazioni tel.. , che dimostrerebbero che forse gli onesti non sono poi cosi tanto onesti,ma la legge anche nello sport non dovrebbe essere uguale per tutti? noi Italiani non vogliamo un altra prescrizione, ma giustizia!!!
CALCIOPOLI INTER : Luciano Moggi ormai ci sta abituando alle sorprese, e come ogni Martedi di Aprile il processo di Calciopoli va avanti. Questa mattina Moggi si è presentato in aula con altre dieci intercettazioni inedite ritenute “interessanti” ,riguardanti Pairetto , Bergamo ed alcuni dirigenti di Serie A. Quattro di queste dieci telefonate sono partite dalla sede dell’ Inter , delle quali tre erano dirette al designatore Bergamo e una all’arbitro De Sanctis.
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(Ricordiamo........: La procura di Napoli ha reagito dopo la pubblicazione delle telefonate tra Moratti e Bergamo parlando di un tentativo di “fare disinformazione” e sottolineando che l’esistenza di una telefonata non rappresenti necessariamente un reato. La cosa che però lascia molto perplessi arrivati a questo punto, è che il Pm Giuseppe Narducci in data 27 Ottobre 2008, nella sua requisitoria di apertura del processo celebrato con rito abbreviato nei confronti di 11 imputati, tra i quali Antonio Giraudo, aveva smentito categoricamente l’esistenza di altre telefonate che riguardassero altri dirigenti; ”balle smentite dai fatti” per usare le sue parole.
Lo scopo era quello di liquidare la tesi sostenuta da diversi imputati, tra i quali Moggi e Giraudo, seconda la quale ad intrattenere rapporti con i designatori erano tutti i dirigenti di tutte le squadre e che la cosa fosse normale e risaputa. Queste le parole del Pm Narducci nella sua requisitoria:
”Piaccia o non piaccia agli imputati non ci sono mai telefonate tra Bergamo o Pairetto con il signor Moratti, o con il signor Sensi o con il signor Campedelli, presidente del Chievo. Ci sono solo quelle persone (gli attuali imputati, ndr), perché solo quelle colloquiavano con i poteri del calcio. I cellulari erano intercettati 24 ore su 24: le evidenze dei fatti dicono che non e’ vero che ogni dirigente telefonava a Bergamo, a Pairetto, a Mazzino o a Lanese: le persone che hanno stabilito un rapporto con questi si chiamano Moggi, Giraudo, Foti, Lotito, Andrea Della Valle e Diego Della Valle)-
La telefonata all’arbitro De Sanctis è stata effettuata tre giorni dopo un derby contro il Milan dall’allora presidente nerazzurro Giacinto Facchetti. Altre intercettazioni riguardano il Bologna, il Cagliari e il Parma.
riportato:
TORINO, 22 aprile - L’avvocato Mario Stagliano ha fatto parte dell’ufficio indagini della Figc fino al maggio del 2006, proprio alla vigilia dei processi di Calciopoli lasciò, perché «avevo fatto parte di quell’ufficio per tanti anni senza accorgermi di nulla». La giustizia sportiva ha così perso un uomo di legge e un vero esperto, che oggi ha un’idea chiara delle gravi lacune di chi non ha indagato abbastanza e di come potrebbe uscirne la Figc per salvare almeno l’etica (e solo in parte la faccia).
Avvocato Stagliano, che effetto le ha fatto l’ondata di nuove intercettazioni del processo di Napoli?
«Mi hanno ricordato la relazione di Borrelli quando rinviò a giudizio i primi imputati di Calciopoli. Scrisse: le indagini sono da proseguire perché troppo vasto è il campo da investigare e tanti sono i possibili filoni ancora da seguire. Insomma, Borrelli aveva perfettamente capito che la questione non poteva finire lì».
Eppure chi successe a lui non seguì quell’indicazione.
«Nessuno si prese la briga di ascoltare quelle telefonate. Il che è grave: se io leggo, nelle informative dei Carabinieri, che ci sono 171 mila telefonate registrate e ne ho lette molte meno di mille, il dubbio di ascoltare cosa c’è in quei mesi e mesi di intercettazioni mi deve cogliere».
E invece Palazzi non ascoltò e ora c’è il rischio che tutto venga archiviato perché prescritto.
«Secondo me non è un rischio. È una certezza. Non si può pensare di scardinare la prescrizione in questo caso. Ho sentito ipotesi fantasiose, ma non penso che possano funzionare. Il che rende ancora più gravi le mancate indagini di questi anni: bastava prendere quei cd e ascoltarli... ».
L’etica, però, non si prescrive.
«Infatti, secondo me, l’unica via d’uscita per la Figc sarebbe quella di prendere gli uomini migliori della giustizia sportiva e vi garantisco che ce ne sono di bravissimi e formare una supercommissione che, per un anno, si dedichi solamente all’ascolto delle 171 mila telefonate. Alla fine questa commissione dovrebbe produrre un giudizio che varrebbe come giudizio morale e come base per prendere la decisione sullo scudetto 2006».
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alle 19:45
Enzo Saldutti
La conferma della radiazione di Moggi non scalfisce minimamente la squallida posizione di Moratti che si nasconde dietro il povero Facchetti: comportamento indegno e moralmente nauseante (da sciacallo codardo).
La Juve ha pagato e l'Inter se l'è cavata con la prescrizione: ma l'onta e la vergogna rimangono come una macchia STORICA incancellabile.
Con la vera Juve L'Inter non avrebbe vinto nulla dal 2006 ad oggi (CHAMPIONS compresa e con regali in ogni partita: a ripetizione, a valanga, a tamburo battente).
Questo è.
O no?