Un blog nel pallone
E' morto Raimondo Vianello. Nelle prime ore della mattina di giovedì 15 aprile il celebre attore e presentatore si è spento all'ospedale San Raffaele di Milano. Grande appassionato di sport, popolare volto della televisione italiana, Raimondo Vianello è stato una figura storica del mondo dello spettacolo. Elegante e signorile, ironico e intelligente, nato a Roma il 7 maggio del 1922, Raimondo era un grande appassionato del mondo del calcio, una delle due passioni della sua vita insieme alla moglie e compagna d'arte e di vita Sandra Mondaini. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appresa la triste notizia, ha inviato alla consorte un messaggio in cui esprime la sua vicinanza ricordando "il popolare attore che tanto ha dato al teatro, al cinema e alla TV italiani".
Amatissimo volto di ‘Pressing', programma sportivo delle reti Mediaset, dal 1991 al 1999, in gioventù Raimondo fu dirigente del Centro Sportivo Fiamma, ma la sua vera passione era il calcio giocato: a lui si era interessato anche il Palermo ("Nel 1946 era in B e mi offrì 30.000 lire al mese, più di quello che guadagnavo a teatro" amava ricordare), ma preferì la carriera nel mondo dello spettacolo e sì limito a giocare per decenni in terza categoria nella SaMo, la squadra di terza categoria di cui era presidente che portava le iniziali della moglie. Il passare degli anni non rallentò la sua voglia di stare in campo e a 76 anni giocò ancora un Derby del Cuore segnando anche su rigore. Simpatizzava per l'Ancona, la squadra della città materna, e da giovane preferiva la Roma alla Lazio, ma soprattutto per fare dispetto ai fratelli perché Raimondo era un amante del bel gioco. Una volta, con la tradizionale intelligenza che lo ha sempre contraddistinto, disse che "l'umorismo è scoprire il ridicolo anche nella morte".
Raimondo Vianello è stato uno dei padri fondatori del varietà televisivo italiano. Sarà ricordato anche come uno dei protagonisti della Commedia all'italiana (insieme a Ugo Tognazzi, con cui ha spesso lavorato in coppia). A seguito della sua adesione alla Repubblica Sociale Italiana nel 1945 venne detenuto nel campo di concentramento alleato di Coltano, assieme ad altri personaggi noti: il poeta americano Ezra Pound, gli attori Walter Chiari, Enrico Maria Salerno, il giornalista Enrico Ameri, il quale poi divenne la prima voce calcistica della radio italiana e a Pino Dordoni, olimpionico della 50 km di marcia a Helsinki 1952, il regista Luciano Salce ed il politico Mirko Tremaglia. Nel 1958 conobbe Sandra Mondaini, che sposò nel 1962, ma il suo primo celebre partner nel mondo dello spettacolo fu Ugo Tognazzi con cui divenne protagonista dal 1954 di ‘Un due tre', varietà dall'ironia corrosiva che venne chiuso nel nel 1959 dopo uno sketch in cui si irrideva l'allora Presidente della Repubblica Gronchi. Si dedicò così a tempo pieno al cinema e girò una sessantina di pellicole, poi negli Anni Settanta il ritorno in Rai con l'era dei grande varietà che rende Sandra e Raimondo la coppia più amata dagli italiani: scenette familiari, ma anche gag spesso a sfondo sportivo (memorabili alcune in cui Raimondo interpreta un pugile o un ciclista), spesso con spalle di grande spessore come Gianni Agus, Enzo Liberti e Tonino Micheluzzi. Come non ricordare poi il tormentone fisso di ‘Casa Vianello', la sit-com che lo vide protagonista dal 1988 al 2007, quando nella scena conclusiva, dopo numerose vicende, Raimondo è a letto che, imperturbabile legge la Gazzetta dello Sport con Sandra che, al suo fianco, scalcia nel letto esclamando il suo celeberrimo "Che barba, che noia; che noia, che barba". Un tormentone che strappava ogni volta un sorriso. Anche adesso, che non c'è più...
...semplicemente...un grande...
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alle 15:41
Checco
che barba, che noia, sarà senza i tuoi sketch!
riposa in pace Raimondo