Uno, cento, mille Josè Mourinho
Pubblicato da Marco Lombardo alle 12:15 in Calcio Estero, Champions League, Colpo basso, Comunicazioni, Frasi celebri, Serie A, Teste di Calcio, Top e Flop, Vista per voi
Un fenomeno mediatico di tale spessore in Italia mancava dai tempi di Moggi. O forse no, forse non c'è mai stato. Josè Mourinho, oggi, è il Personaggio del calcio italiano. Nel bene e nel male. Checché se ne dica, dimostra di meritare tutti i denari che mensilmente gli vengono bonificati sul conto corrente da Massimo Moratti. Del resto lo si sapeva. Mou è fuori dagli schemi, fuor di stereotipo. Conosce il football a menadito, pur non avendo mai giocato al pallone, è maestro di comunicazione pur non essendo giornalista o attore. E' intelligente, acuto, abile e brillante come pochi. Non ha peli sulla lingua e non è un pirla. Dice quel che pensa e, nel farlo, ci pensa. Non è sprovveduto, nè tantomeno sciocco. Va contro tutto e tutti. Se ne frega. Non che abbia sempre ragione o che sia sempre nel giusto. Anzi, talvolta esagera, ma lo fa di proposito. L'ultima plateale contestazione, quel gesto delle manette rivolto al direttore di gara, al giudice massimo di una partita di pallone, gli è costato caro. Tre giornate di squalifica e 40 mila euro di multa. Il giudice sportivo, Gianpaolo Tosel, questa volta è stato tempestivo e non ha fatto sconti. L'Inter paga a caro prezzo il nervosismo esibito nell'anticipo di sabato con la Sampdoria. Gli insulti di Mourinho, il gesto delle manette, il comportamento del pubblico e quanto accaduto fuori e dentro il campo peseranno nel portafoglio dei nerazzurri per 81.500 mila euro. E oltre alla multa, poi, ci sono anche le squalifiche: Mourinho (3 giornate), Muntari e Cambiasso (2), Samuel e Cordoba (1), l'inibizione per Oriali e una sanzione per la simulazione di Eto'o.
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