blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

Ranieri, lo stile, la Juve e gli Agnelli

Sabato 23 Gennaio 2010, 18:30 in Colpo basso, Frasi celebri, Serie A, Teste di Calcio, Vista per voi di
gianni%20agnelli.jpg

Un gentleman d'altri tempi. Lavora con scrupolo, dispensa parole buone per tutti, non vuol male a nessuno, sta zitto anche quando potrebbe (e dovrebbe) parlare. Claudio Ranieri da ‘Testaccio' è un uomo buono, un personaggio che fa bene al calcio e che sa far calcio. Cova vendetta, non lo ammetterà mai, ma nel suo intimo spera di prendersi la personale rivincita su chi pochi mesi addietro lo ha defenestrato senza riconoscenza alcuna. Senza rispetto. Lui dice che "gli allenatori sono pagati anche per tenersi le cose dentro" e poi aggiunge che "forse un giorno racconterà tutto in un libro". La sua Roma questa sera affronterà la sua ex Juventus. Un faccia a faccia che nessuno avrebbe immaginato così e invece sì. Lui, Claudio, è davanti ed è sereno e tranquillo, Ciro, l'altro, è dietro e non è né sereno né tantomeno tranquillo. Se gli riuscisse il colpaccio, Ranieri darebbe al collega il colpo di grazia, disintegrando al contempo il progetto nel principio del quale tempo addietro venne cacciato. Se invece perdesse, tornerebbe nella capitale un poco rammaricato, ma comunque ordinato e pacato.

Lui dice di non aver rancore nei confronti della Juve: "A Torino ho lasciato tanti amici dopo due anni bellissimi e questa sera abbraccerò tutti i miei ex giocatori". Una straordinaria occasione di festa insomma. Sarà nel suo ex stadio (dove è di casa), nella sua ex città (dove si è trovato bene), tra i suoi giocatori nuovi e vecchi e ricorderà pure i due bellissimi anni trascorsi sulle rive del Po. Sor Claudio, il diplomatico, tuttavia è anche scaramantico e ammette di essersi ‘grattato' al sol sentire le parole di Bettega che ha detto che la Juve risorgerà con la Roma. Ha poi invitato i giornalisti a far di conto per interpretare il suo stato d'animo e, dopo essersi concesso una stilettata a Jean Claude Blanc il quale "ha detto di avermi mandato via perché mi voleva bene? E se mi voleva male che faceva?" casca sulla cosiddetta buccia di banana. Già perché quando gli si parla dello ‘stile Juve', Claudio smette i panni di baronetto e si trasforma nel romanista di Testaccio: "Lo stile Juve era il modo di essere di Boniperti e dell'Avvocato Agnelli, la faccia rassicurante del primo e le battute del secondo. Ora Giampiero Boniperti è sparito e Gianni Agnelli è morto per questo quello stile non lo troviamo più".

Ahi Ahi Ahi... Aveva fatto quasi tutto bene per farsi quasi voler bene, e qualcuno avrebbe addirittura potuto rimpiangerlo. Poi però è caduto in tentazione e il rancore sopito è uscito. "Lo stile Juve è finito con gli Agnelli". Chi lo sa, forse, può essere. Certo Blanc ha tutt'altro modo di fare ma, fino a prova contraria, la Juve è ancora cosa loro, è sempre la squadra degli Agnelli. Si chiamino John Elkann, Andrea Agnelli o in altro modo. La classe non è acqua e sor Claudio forse si è scordato che in un certo piatto ci ha mangiato. Che abbia ragione o meno, certe esternazioni non gli fanno comunque onore. Poteva fare la figura del signore, e invece così, proprio quando ricorre il settimo anniversario della scomparsa di un uomo straordinario, di colui che più di chiunque altro amava la sua Juventus ("Mi emoziono quando vedo la lettera J in qualche titolo di giornale. Penso subito alla Juventus") , rischia esclusivamente di riaccendere la rabbia (e forse anche qualcosa in più) di chi si ricorda ancora che cosa significhi tifare, giocare, possedere, essere la Juventus. Scomodare l'Avvocato potrebbe rivelarsi un imperdonabile peccato.

0

Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento
Post in evidenza su Blogosfere