Arbitri nel ciclone? Solita questione di convenienza
Pubblicato da Marco Lombardo alle 14:00 in Comunicazioni, Serie A, Serie B, Teste di Calcio, Top e Flop, Vista per voi
Qualcuno aveva creduto che l'esplosione di Calciopoli potesse davvero fare piazza pulita. Cancellato il marcio, puniti i colpevoli, la corruzione sarebbe dovuta scomparire dal campionato. Ovviamente quel qualcuno contava nel postulato di un calcio allora intriso di brogli e fedele alla corruzione. Possibile, vedremo (la magistratura faccia il proprio corso e poi si giudicherà). Sta di fatto che tre anni e mezzo più tardi, ci si ritrova al punto di partenza, come se in realtà nulla fosse mai cambiato. Errori, sviste, torti più o meno clamorosi continuano puntualmente a condizionare il gioco del calcio. Le domeniche del pallone, infatti, rimangono incentrate sull'analisi scientifica della più variegata serie di episodi degni di discussione, ragion per cui, ora, anche i più scettici si dovrebbero definitivamente ricredere, convincendosi invece che errare è umano e che, di conseguenza, sbagli, sviste e abbagli fanno parte del gioco. Anzi ne sono parte integrante. Questo l'assioma più corretto che non dovremmo mai dimenticare. Interessi, passioni, condizionamenti spesso inducono a credere che dietro ad ogni errore ci sia malafede o parzialità, ma oggi almeno, dopo quanto accaduto nel recente passato, lo spirito dovrebbe essere cambiato. Non foss'altro perché più di mille giorni dopo Calciopoli, il regista di quelle malefatte è stato cacciato e processato, mentre quelli che i più consideravano inganni orchestrati dal manipolatore supremo sono rimasti, ed anzi non hanno mai smesso di presentarsi, immancabilmente ogni domenica, indistintamente in ogni partita.
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